Laila e le donne del Pakistan

E’ un po’ di tempo che non vedo Laila, la mia amica pakistana. Devo telefonarle, da quando si è trasferita a circa 10 chilometri da casa mia, non riusciamo più ad incontrarci come prima. Ed ecco, in un momento ritroviamo l’intesa, e mi invita a vedere la sua nuova casa.

Prima era più facile, quando i nostri bambini erano piccoli ci vedevamo tutti i pomeriggi ai giardini, e, mentre i monellucci scorazzavano felici tra scivoli, giostrine, girelli e lanci di palla, noi ci sedevamo su una panchina e parlavamo. All’inizio in uno strano modo, lei parlava male l’italiano ed io male l’inglese (per questo motivo decisi di impararlo bene, fino a che nel tempo non è diventato per me una seconda lingua), ma la voglia di capirci e di comunicare era forte.

Laila è molto bella, come quelle attrici dei film bollywoodiani: carnagione olivastra, occhi e capelli nerissimi. Ha  un’espressione seria, specialmente quando si trova davanti al suocero, un sessantenne dall’aria austera che le fa le poste per sgridarla in pubblico se non ha il velo in testa, anche d’estate. Lei non risponde, obbedisce, ed appena "il vecchio" se ne va, sorride e con aria maliziosa si toglie di nuovo il velo dalla testa. Un giorno mi ha invitato a casa sua: sua per modo di dire, perchè è condivisa con la famiglia del marito, ed il capo di casa è il suocero, e del nucleo familiare fanno parte una altezzosa suocera, il marito di Leila, i loro due bambini, ed una cognatina sedicenne di nome Mariam.

Quando di giorno gli uomini vanno al lavoro, le donne hanno campo libero. Leila ha convinto la terribile  suocera a ricevermi, ed ha voluto preparare un pranzo tipicamente tradizionale: riso basmati al curry, agnello piccante, un meraviglioso budino alla fragola e, al posto del caffè finale, un infuso di tè in cui al posto dell’acqua si mette il tè, con molto, molto zucchero. Nella casa nuova in cui i quadri appesi  sono versetti -sure del Corano, parliamo in italiano per non far capire alla suocera-cerbero i nostri discorsi, e Laila mi racconta della sua vita: nata in una famiglia benestante di Karachi, è andata a studiare letteratura inglese ad Oxford, al ritorno però la situazione economica della famiglia era cambiata e il padre l’ha fatta sposare ad un lontano cugino poco istruito, che poi è emigrato in Italia. si, perchè i matrimoni sono combinati dalle famiglie, e le donne non hanno libertà di scelta, dice Laila, ma poi lo sguardo le guizza con allegria, quando aggiunge: "Almeno a me è toccato un marito carino, intelligente e un po’ più giovane di me"

Si immalinconisce quando parla della sua famiglia lontana, la madre indiana e il papà pakistano, poi chiama Fatima, la cognatina, per farsi aiutare ad inserire la videocassetta del suo matrimonio. A me colpiscono soprattutto due cose, lo sfarzo degli abiti, lucenti e setosi, e il rito del matrimonio, in cui il padre dello sposo ricopre di banconote la sposa, che rigorosamente deve tenere gli occhi a terra in segno di modestia. La sedicenne Fatima guarda con aria strana le scene del matrimonio della cognata, e quando io le chiedo se ha un fidanzato italiano, mi risponde seria seria, che è già stata promessa, e che presto tornerà a Islamabad a conoscere il futuro marito, e a sposarsi.

Quando Fatima si allontana un momento, Laila mi dice che la ragazza ha debolmente tentato di ribellarsi, perchè dovrà sposare un uomo di 36 anni, ed anche grasso. Fatima vorrebbe continuare le scuole qui in Italia, e le piacerebbe anche diventare maestra. Ma la volontà del padre la fa da padrona, ed in questo piccolo appartamento non siamo in Italia, ma nella terra dei Mille Splendidi Soli. Anche io, sussurra Laila, ho provato a convincere marito e suocero che potrei insegnare inglese, come lettrice nelle scuole, ma non ne hanno voluto sapere. Va bene così ora, sorride, adesso i bambini sono ancora piccoli, vedremo quando cresceranno…

Ci salutiamo con un arrivederci al giorno dopo, contente di questo scambio, complici e felici di esserci riviste, ma entrambe un po’ pensose…

(la storia è vera, le immagini prese dal web, i nomi delle persone sono stati cambiati e  mutuati dal romanzo "Mille splendidi soli " di Khaked Hosseini per salvaguardare la privacy delle persone di cui si parla)

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15 thoughts on “Laila e le donne del Pakistan

  1. Conoscere la vicino e in prima persona altre culture è uno scambio che arricchisce e si capisce anche quanta strada c’è ancora da fare perchè molte donne riescano ad essere veramente padrone della loro vita e del loro futuro

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  2. purtroppo sappiamo tutti come devono vivere le donne in quella parte del mondo(vedi legge sullo stupro coniugale in afghanistan) ma qualcosa si sta muovendo,lentamente, ma finalmente le donne hanno preso coscenza di se stesse stanche di essere maltrattate e stanno lottando a fronte di grandi sacrifici.

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  3. Che spaccato di vita vissuta, la tua descrizione è molto efficace, a parte la bellezza di Laila, quasi irreale,sembra di entrare nelle pagine di un libro e invece stai parlando proprio di una persona vera che hai conosciuto molto bene. Poi chiami me incantatrice…e il facino di questa pagina? Un caro abbraccio e buona domenica …fine domenica

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  4. Cara Harielle, mi spiace, ma io la ‘mestizaje’ non l’ho vista, per ciò ho impiegato qualche giorno a risponderti. Anche la canzone che hai postato parla di multicuralismo ma nel senso- mi pare – della multietnìa. Quindi ero preoccupato che miscappasse un po’ della mia proverbiale – mai cattiva – ironia,e ho atteso un po’ per trovare parole serene per dirti grazie per il tuo passaggio, sempre gradito, ma poi magari, quandohai tempo e voglia mi spieghi la "mestizaje" dei miei quattroo cinque commendatori! Ops, volevo dire commenTatori.Un caro saluto. A presto.Ah, a proposito: non ti dico che questo post è interessante, perché tanto qui si viene a colpo sicuro: tu non fai mai post che non siano interessanti e ricchi di umanità e di spirito di conciliazione, e di mediazione tra culture e persone.Un caro salutoSantino

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  5. Bella questa amicizia.. ho un grande rispetto per tutte le culture,forse perché ho vissuto all’estero fin da piccola..sì, io rispetto ma non condivido sempre..difficile accettare questa "obbedienza".

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  6. Hi Harielle and thanks for the invite to your new space. It looks excellent and I will be back to look in more detail. The earthquake was dreadful and the news here covered the tragedy every day. Best wishes,Paul

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  7. I mille splendidi soli splendono davvero poco per queste donne ….mi si stringe il cuore pensando a qll ragazzina con la vita gia’ tracciatae alle tante come lei … e non solo …mi nasce dentro anche una grande rabbia ….non è giusto ….corro verso il treno angelo …. e meno male è venerdi’ …ti abbraccio ElisaP.s. il mio blog è in pausa riflessione . ho poche parole … bacio …

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  8. ….splendide donne!!!!!è quello che mi viene da dire quado sento queste cose….splendide comunque….saprebbero adattarsi all’inferno …e per molte la vita può esserlo…..io…veleggio in paradiso ;)ti abbraccio angelo…ed abbraccio la tua splendida amicaemma

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  9. Quanto ancora c’è da fare su questa terra !!!CArissima HArielle,animo nobile e tenero,ti auguro uno splendidoi fine settimana !!! Un abbraccio!!! :))))))

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  10. @tutti: scusate, ma cercavo di preservare il tono di questo spazio.Incollo qui il commento precedente proveniente da francesca, che è l’ultimo di una giornata in cui sono stata spammata, attaccata e denigrata qui e in altri blog. Chi mi conosce sa chi sono. E non dico altro. Tanto, ho già provveduto a segnalare l’abuso al servizio di msn. Ecco il commento:ღ♥ francesca ♥ღ(Non in linea)ha scritto: Credo ci siano parole più giuste per ricordare i valori di chi è morto allora, per garantirci i diritti democratici dei quali oggi godiamo.A me esce: no comment! E devo sforzarmi per non dare la ben meritata risposta, in latino, graco, italiano che sia.Lascio replicare il padrone di casa…e leggo.francescaDovrebbe scrivere lei da cosa e perchè sono usciti questi commenti. E’ un angelo no? Lo faccia con l’intelletto che possiede e con l’animo che professa di avere.Io, non me la sento di sprecare tante parole."http://cid-0d9bbfc4eb856971.profile.live.com/

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  11. LASCIO QUESTI 2 COMMENTI PRECEDENTI A FUTURA IMPERITURA VERGOGNA DELLA PERSONA CHE LI HA LASCIATI, CHE HA PROVVEDUTO A CANCELLARE IL RESTO, PREGANDO DI QUA E DI LA’ ANCHE ALTRE PERSONE SUE SEDICENTI AMICHE, NON SAPENDO CHE NEL SERVIZIO DI MSN RESTA TRACCIA DI TUTTO E CHE PERTANTO LE SUE MOLESTIE NEI MIE CONFRONTI SONO STATE RIPORTATE E CONSIDERATE. A CAUSA DI GENTE SIMILE LE PERSONE TRANQUILLE COME ME, CHE GIRANO PER INTERNET PER ALLARGARE LE LORO VEDUTE CLTURALI E NON PER AGGANCIARE, SI ALLONTANANO DAL WEB.SCUSATE LO SFOGO DI UN’ANIMA SINCERA.HarielleHARIELLE

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  12. Ca ra Harielle, sono passata anch’io attraverso queste situazioni spiacevoli e vergognose. Quando mi è accaduto ho avuto la tua stessa reazione, oggi replico in maniera diversa, con gli stessi toni se necessario ed alzando la voce se è possibile: non permetto a nessuno di prevaricarmi, si può esprimere liberamente la propria opinione (è democratico)ma con educazione e rispetto. Sono solidale con te, se questo può esserti di aiuto, un abbraccio Angela

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  13. Passavo qui per caso venendo da un altro blog, e volevo lasciare un commento al post così bello che hai scritto. Ho visto dei brutti commenti qui, però trovo un peccato che persone così imbrattino questo spazio. Io, fossi in te cancellerei tutto. Un abbraccio.

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  14. Molto bello questo post, mi era sfuggito! È evidente ke le donne pakistane stanno prendendo coscienza di sé. Cominciano a ribellarsi, spesso pagando con la vita! Il cammino x l’emancipazione è difficile e lungo, ma credo ke queste donne forti e intelligenti riusciranno col tempo a riscattarsi e liberarsi dalla schiavitù! Mi spiace ke abbia ricevuto molestie. Spero vada tutto bene ora. Buonanotte. LUNA

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