Il razzismo silente

 

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 E’ da una vita che per vocazione o per destino, questo non lo so, detesto le ingiustizie e lotto contro di esse, anche nelle vicende quotidiane, fatti apparentemente senza importanza. Ricordo ancora quando abitavo nella città di mare bella e dannata dalla delinquenza, che venne ucciso Jerry Maaslo, un rifugiato di origine sudafricana, in fuga dall’apartheid, venuto in provincia di Napoli a farsi sfruttare dai caporali e da loro ucciso per aver tentato di ribellarsi alla logica delle nuove schiavitù. Al suo funerale c’erano pochi italiani, ma io c’ero, e qualcosa scattò in me, allora ancora studentessa. Vidi per la prima volta il volto mostruoso del razzismo.
 
Nelle mie trasferte al nord da napoletana che si recava lì in vacanza o talvolta in cerca di lavoro, mi capitava di incontrare indigeni  in odore di lega nordica dall’aria apparentemente gentile ed affabile, i quali, per farmi un complimento, a loro dire, mi rivolgevano frasi del tipo: "Non sembra proprio una napoletana, lei, è così perbene". Ci rimanevo sempre male, pensando alla mia nonna che parlava solo napoletano eppure era una persona così saggia, che si era presa cura di me e delle mie sorelle durante la malattia di mia madre, la sua figliastra, e dopo la sua morte era stata una seconda madre per noi.Pensavo anche al quartiere popolare dove lei viveva, in cui c’erano tante persone che tentavano di vivere una vita dignitosa, come nei drammi di Eduardo de Filippo, strette dalla morsa della criminalità, che era già all’epoca così terribile come poi è emersa dopo il libro di Roberto Saviano.
 
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Per lavoro e per amore mi trasferii a Roma dopo la laurea e tra me e la capitale fu colpo di fulmine: lì le persone ti esaltavano se venivi da un’altra città o da un altro Stato, ti chiedevano informazioni, ricette di cucina ed erano curiose di tutto. Nella grande città mi sentivo libera e felice,e dopo qualche anno di lavoro come docente nelle superiori decisi di specializzarmi ancora in mediazione interculturale. Il clima di apertura allo scambio con "lo straniero" però cambiò, e piano piano, anno dopo anno, si cominciò ad avvertire una graduale insofferenza e un inizio di xenofobia.
 
Ai nostri giorni, l’atteggiamento verso gli stranieri e i diversi è spesso caratterizzato da un razzismo strisciante, che si colora non tanto nelle parole ma nei modi di fare. Qualche sera fa, durante un consiglio di classe con i iei colleghi insegnanti, si parlava delle numerose assenze di un nuovo alunno, Andrei, di origine rom (il nome è diverso, naturalmente). Io già conoscevo il ragazzo fin dal primo anno di scuola, avendogli fatto dei corsi di lingua italiana, e ho spiegato ai colleghi che Andrei lavora fino a notte tarda come cameriere per collaborare economicamente con la famiglia, e che sarebbe tornato a scuola presto, appena finito il suo incarico. Alcuni docenti hanno accettato la cosa, altri hanno suggerito di mandarlo via dalle lezioni, avendo superato già il limite del 25% delle assenze introdotto quest’anno dal ministro della cosiddetta pubblica istruzione.Una collega  mentre discutevamo ad un certo punto ha detto : "Ma insomma, stiamo perdendo tempo per un rom, per uno sporco rumeno! Ma mandiamolo via di scuola e non pensiamoci più."
 
Io mi sono alzata e le ho risposto con veemenza: "Davvero credi che un rom valga più di te? Soffri di pregiudizi razziali? Bene, se li hai, sappi che io sono napoletana, e mi sento molto più vicino ai rom che a gente come te. Del resto, dovresti sapere che come insegnante,  funzionario pubblico in una scuola pubblica, devi applicare il principio costituzionale di eguaglianza. E poi – ho aggiunto con una certa malizia – come dice la canzone di Fossati, forse hai ancora nella testa "un maledetto muro": è ora di abbatterlo" . Tra gli imbarazzati silenzi degli altri docenti e delle scuse formali dell’insegnante che aveva proferito le frasi razziste, il consiglio è proseguito, mentre io pensavo a questo ragazzo di 18 anni che vive in una baracca di un campo rom, e il cui sogno è quello di prendere il diploma tra mille difficoltà.
 
Ma il razzismo esiste: quando viene a trovarmi Jesse, chiamiamolo così, il mio amico americano originario dei Caraibi (se non vi ricordate di lui leggete il post La ricerca della felicità) se ci sediamo ad un tavolino per il solito cappuccino che lui ama, ed il caffè per me napoletana sempre A bocca aperta, i camerieri si rivolgono a me con grande sollecitudine e sempre con il LEI, mentre a lui viene sempre rivolto in qualunque luogo il TU. Jesse conosce poco l’italiano, ma io invariabilmente faccio notare la cosa ai gestori e ai camerieri. Qualche volta si scusano, altre volte ci guardano perplessi, come avessi detto una cosa strana. Non importa, dico io, conta il messaggio: una, due, dieci, mille volte dopo, forse capiranno che siamo tutti uguali, che il colore della pelle conta quanto il colore degli occhi, per dirla con il nostro amato Bob Marley. E che straniero non è nessuno, perchè esiste una sola razza: UMANA, e tante cose da imparare dall’altro.
 
p.s: vi piace il restyling al blog? su, ditelo all’Angelo :))))
 

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10 thoughts on “Il razzismo silente

  1. Ho letto d’un fiato ed ho apprezzato ogni parola e i sentimenti espressi. Insegnanti come te ce ne vorrebbero di più…..quelli come la tua collega, invece, dovrebbero non insegnare MAI…..soprattutto per non inquinare l’animo dei ragazzi a loro affidati. Sono contenta di averti trovata e tornerò a leggerti perchè convinta di trovare arricchimento interiore e serenità. Grazie.

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  2. Meravigliosa Harielle….. ti conosco anch’io sai?Come te ho apprezzato i tuoi commenti agli amici bloggisti in comune e … forse mi hai battuta di poco sul tempo a mandarmi una richiesta di amicizia.Te la mando subito infatti, perchè dopo una scorsa veloce al tuo spaces, devo dire che sono affascinata più che dal restyling (bello) che hai apportato, dall’immenso cuore che viene fuori da ogni parola che scrivi.Questo post che tanto mi appatiene nei sentimenti e nelle descrizioni napoletane del cuore di questo popolo, mi trova al tuo fianco non solo per le tue giuste prese di posizione, ma anche perchè anch’io lotto spesso per gli stessi ideali…. che ideali non dovrebbero essere, in quanto in un mondo multirazziali non c’è nulla da idealizzari sugli umani tutti uguali.Eppure dei colori delle razze son stati fatti ideali di accomunazione o di respingimento per i colori delle pelli o le religioni.Son istruttore ASA regionale (Campania) della Croce Rossa Italiana… e per me i colori diversi di pelle non esistono, manco li noto… son un po carente nelle lingue straniere e… solo questo mi fa notare che ho di fronte uno straniero…. quando non comprendo ciò che dice!Mi ha colpito che in questa tua scuola ci possano essere professori così ottusi e carenti di spirito comunitario delle genti e della multirazzialità che… anche senza prese di posizioni… ci si prospetta per il futuro.Ti sono al fianco nella lotta per il tuo Andrei (chiamiamolo così)…. ma soprattutto ti sono affianco perchè anche tu come me rappresenti un cardine per costruire un futuro che richiede la globalizzazione delle razze.Sono tanti gli ottusi e i ciechi che si incontrano in materia, ma mi consola sapere che sempre più spesso tanti la pensano come noi.E guarda che non credo che sia solo il colore del Presidente Obama a imporre una frettolosa risoluzione della questione, nè che sia la moda del momento per dimostrarsi in…… è un semplice, logico, dovuto processo di armonia terrestre che ci porterà a un’esistenza migliore.Certo… ci son problemi nel convivere con culture e religioni e stili di vita differenti…. ma come dici tu…. anche una napoletana si sente libera a Roma e il mondo sta diventando una bella grande città dove tutti si possono sentire liberi.Buona giornata cara Harielle, vado a spedirti l’invito … immediatamente!Grazie per avermi invitata.Carmen

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  3. silente non mi pare proprio cara harielle. l’ignoranza è una brutta malattia, tutti chi più chi meno lo sono. purtroppo per quanto possiamo essere un popolo mentalmente aperto rimaniamo troppo chiusi nel nostro piccolo, penso che persone che vivono in realtà multietniche sono comunque razziste anche se non lo ammettono. il motivo oltre l’ignoranza: potrebbe essere soggettivo, il tipo di vita vissuto, l’educazione, le persone frequentate. noi, un popoolo di immigrati che facciamo i razzisti. dovremmo essere i prmi a capirli

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  4. Si’ … strisciante .. hai ragione …. subdolo e vile ….mascherato da frasi di falsa cortesia ipocrita e piu’ difficle da combattere per noi che amiamo i sud del mondo ….per noi che amiamo tutti i colori del mondo …..piccolo episodio successomi qlc giorno fa in autobus ….una ragazza di colre sale e chiede informazioni sul percorso all’autistache stava bellamente chiacchierando con un collega …educatissima peraltro … "scusi saprebbe dirmi se questo autobus passa per via tal dei tali ?"Il tizio in questione si volta imbufalito e fra due bestemmie le dice " ma vedi quanto sei maleducata che sto parlando?"Mi sn alzata e pacatamente ho detto … prima di tutto il maleducato è lei che bestemmia —- poi la signora aveva educatamente chiesto un’informazione alla quale lei è tenuto arispondere perche’ questo è il suo lavoro … si è girato stupito dalla mia precisazione ..e mi ha detto ma lei è l’avvocato dei negri? .. no sono semplicemente una persona che non tollera le ingiustizie e ora mi segno il suo nome e i dati della corsa per sporgere reclamo…piccole storie di umiliazioni gratuite … in un paese che dovrebbe essere il rpimo a ricordarsi di un vicino passato da migrante ….ma la memoria storica resta una sconosciuta … come ho gia’ detto tante volte ….un grande abbraccio …. e sono felice che il "tuo" sole 😉 risplenda ancora angelo …ci sono storie destinate a superare qualsiasi ostacolo … e questo mi allarga il cuore …dolce weekend …. bacio …elisa

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  5. E’ il comportamento di alcune persone stupide (il cui numero è in continua crescita) che pensano di essere superiore alle altre solo perchè sono diversi. Ma il fatto di essere stupidi non li rende invece inferiori?Ciao Dolce conterranea…conosco bene il razzismo anche se mascherato da falsi sorrisi

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  6. come non essere in accordo su ciò che scrivi? io, definita "terrona", so bene di cosa parli e so quanto vero e profondo arricchimento regalano quegli alunni che vengono a colorare di esperienza, cultura, suono e profumi le nostre classi.Viola? va di moda…in tutti i sensi…:-)Sì, mi piace, ma mi piace di più ciò che scriviCiaoa presto

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  7. Grazie per l’invito, il post è….accattivante, prendendo spunto dal tuo messaggio personale dico che sono aperto ad ogni forma di cultura e contro ogni forma di…coltura umana.Essendo un pò viaggiatore, devo dire che certe forme di razzismo sono worlwide e non dobbiamo scandalizzarci quando succedono da noi, ma bensì prendere posizione per quello che ci è consentito, come hai fatto tu Harielle a scuola e al bar. Dico questo perchè il problema del razzismo è direttamente collegato al tipo di decisioni prese anni fa quando si sono aperte le frontiere a tutti, con la scusa (fatta bere a noi) dell’aiuto umanitario l’Europa ha aperto le porte, si ma per guadagnare sulla pelle di questi disgraziati all’interno di un progetto globale, dove la finanza, l’industria e il commercio era ed è purtroppo oggi ancora il cardine del nostro futuro; non sono contro la globalizzazione anche se deve essere intesa diversamente e regolata ma contro l’egoismo di "alcuni" facenti parte della razza umana.Sembra un discorso grande, ma le persone che abbiamo accolto sono arrivate senza che nessuno avesse preparato un piano di sostegno e di integrazione che possa definirsi "civile", la politica e l’informazione sono stati i contenitori nei quali la verità doveva essere coltivata per noi.Oggi, la maggioranza di queste persone accolte da noi paese industrializzati devono fare i conti con la crisi globale, molti hanno famiglia, da anni qui da noi e quelli che ieri hanno fatto carte false per farli arrivare (costavano poco….) oggi sventolano la bandiera nazionale per proteggere i "nostri" interessi. Il punto è che l’integrazione non si è vista in Italia, ma solo campi di accoglienza, li hanno chiamati benevolmente…così.Come dici tu Harielle, ieri il razzismo era più che altro a parole ma oggi sempre più spesso si passa ai fatti, purtroppo penso che sotto Natale quando verranno consegnate dalle medie /grandi industrie italiane a centinaia di migliaia di lavoratori le lettere per la cassa integrazione straordinaria di 12/24 mesi la situazione nel 2010 sarà alquanto pesante, le forme di razzismo potranno lievitare.Stranamente i nostri capi imprenditori ci dicono di spendere x far girare l’economia e ci sono stati sovrani alle nostre porte sono a rischio "default", però dobbiamo spendere; c’è qualcosa che non va, qualcuno ci prende per i fondelli…again.Credo di essermi si dilungato ma anche allargato a temi correlati all’oggetto del post, scusa ma tutto sto casino nel quale ci hanno ficcato mi prende e non poco.Non sono razzista, quindi a Maria Rosaria e altri dico W la Terronia e W l’Italia…a colori!!Scusate l’intromissione…..buona domenica, quella che rimane:-))

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  8. Io purtroppo, a causa delle battaglie ke porto avanti nel mio blog socio-eco-animalista, sono stata tacciata + volte, ma sempre ingiustamente, di razzismo, mentre la mia intolleranza verso i cinesi e gli asiatici in genere, deriva solo dal Loro evidente disprezzo x i diritti umani ed animali e dal Loro rivelarsi il cancro dell’umanità tutta… e ti dico questo, visto il tema del tuo post e tanto x evitare fraintendimenti circa le mie personali campagne : "Maledetti cinesi" (numerata) & "Maledetti gialli" (non numerata) ke troverai nel mio blog !!!

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