Marta

 Ecco il secondo racconto scritto da me per  Ce. Lo. Sai, iniziativa di racconti strampalati con crimini efferati,  ideata da Chiara Xtrex con l’ausilio di un comitato e della brava Gabriella artista provetta, cui si deve la bellezza di questo disegno raffigurato qui sotto.

 

 

 

Marta scoprì di amare la  montagna da quando Luca scoprì di amare i viaggi di lavoro, specie se in compagnia di belle e giovani assistenti. All’inizio  reagì con stizza, delusione, rabbia nei confronti del segreto di Luca, che tanto segreto non era. Poi, da donna saggia abituata ad affrontare gli eventi della vita, iniziò a considerare gli aspetti positivi della situazione.

Che era, nel complesso, una liberazione. Quel marito, sotto molti aspetti,  era diventato ormai più somigliante ad un coinquilino esigente che ad un amante focoso. L’hippie gioioso, il leader politico, lo studente brillante di un tempo, il professionista stimato,  in casa  si era trasformato in un torpido pantofolaio arroccato nei suoi rovelli mentali e poco comunicativo. Tranne nelle lunghe telefonate – di lavoro, come diceva lui – con le sue amanti,  come Marta sapeva ormai.

Così, Marta accettò  la separazione e si costruì un nuovo mondo di amicizie e di interessi. La montagna significava tanto per lei: era così bello salire in alto, così bello che lei non sentiva la fatica e la difficoltà del tragitto. E poi, in cima, più vicino al cielo, i suoi dolori sembravano più leggeri, Luca era lontano, piccolo come un puntino nero o come uno dei tanti sassi che scartava, passo dopo passo, attenta a non inciampare.

E fu proprio nel corso di una discesa, proprio mentre non riusciva a capacitarsi di dover tornare alla vita di tutti i giorni, che Marta inciampò in uno di quei piccoli sassi, piccoli come punti neri, come lievi o grandi problemi. Una mano salda si levò a sostenerla prima che cadesse. Marta si voltò a ringraziare lo sconosciuto soccorritore, ed incontrò lo sguardo di Edoardo. Che non la perdeva d’occhio da un bel pezzo, attratto com’era da lei, anche se Marta non se ne era accorta.

Lei lo giudicò non bellissimo, ma gentile, premuroso e soprattutto solido. Altro che le elucubrazioni mentali di Luca, capace di spaccare il capello in quattro perché nel sugo mancava il basilico e di assentarsi poi dal pranzo per una improvvisa chiamata dall’ufficio, seguita da una crisi di inappetenza. Edoardo il brizzolato la faceva sentire come una regina: sguardi e parole dolci, inviti, vita mondana, infine, quella che la scelta di Luca, effettuata senza  consultare Marta, le aveva precluso.

Finchè dura, pensò Marta, che era una donna realista, sarà un bel periodo. E si abbandonò a quell’embrione di sentimento che iniziava a ricambiare verso Edoardo. Finchè dura, pensò ancora Marta, godrò di questo scampolo di serenità che la vita mi ha offerto, e neppure quasi pensava più all’antico dolore che Luca le aveva causato. Sorrise dopo lungo tempo che ne aveva perso l’esercizio.

Qualche mese dopo. Marta ed Edoardo ancora una volta in alpeggio a toccare le cime delle nuvole, insieme al gruppo. Era stata così orgogliosa di come il suo uomo più di una volta avesse aiutato una giovane escursionista novizia a cavarsi d’impaccio, ad evitarle di cadere nei burroni. Laura era una brunetta sui trent’anni, una vera frana del trekking e mostrava tutta la propria  goffaggine e mancanza di esperienza.

Terminata l’escursione, la brunetta,  ringraziando  Edoardo, lo aveva invitato ad una pizza insieme per la sera. Marta era trasalita, ma Edoardo si era girato verso di lei, proponendole di venire anche lei, e allora Marta, sentendosi ridicola e fuori luogo, aveva declinato l’invito. Tuttavia, tornata a casa, da qualche ora  si sentiva inquieta e così aveva deciso di raggiungerli all’appuntamento fuori città.

Era una sera d’inverno, col freddo che ghiacciava le strade, e Marta giunse al locale, osservando dalle vetrine i due commensali. Davanti al tavolo apparecchiato, c’era Edoardo insieme alla bella escursionista, una vamp sicura di sé,  ora che non era alle prese con le grandi altezze. Laura era tutta presa a guardare negli occhi  Edoardo, e gli teneva la mano. Marta irruppe nel ristorante, e non ebbe bisogno di parole, vedendo una luce diversa ma già conosciuta  nei suoi occhi, la stessa che faceva brillare gli occhi di Luca quando la tradiva. Non le rimaneva altro che una scelta, fuggire.

Qualche minuto dopo Edoardo è fuori del locale con la giovane escursionista che aveva conosciuto quel giorno e che lo aveva così tanto affascinato. E’ seccato e dispiaciuto per essersi fatto scoprire da Marta, che aveva detto che non sarebbe venuta all’appuntamento. E’ successo tutto così all’improvviso, si dice, per sentirsi meno colpevole. Laura non parla, ha quasi un’aria beffarda, certo le sarebbe piaciuto concludere in modo diverso la serata con quel  discreto esemplare di maschio brizzolato. Aleggia tra loro il ricordo dello sguardo di Marta quando li ha sorpresi, che, nel momento in cui si avviano alle rispettive auto e ne trovano fracassati tutti i finestrini, diventa autentica paura.

Marta è in silenzio in piedi nel parcheggio, le mani ferite e piene di schegge di vetro, dei sassi ancora stretti al petto, nel volto la disillusione e il dolore di chi è stata tradita ancora una volta. Il resto della serata si svolge nel freddo scenario di una sera di febbraio, nel ristorante di campagna, tra chiamate di carro attrezzi e sguardi imbarazzati.

Da quella sera, Edoardo esce di scena dalla vita di Marta. Neppure lo incontra casualmente, per le consuete inerpicate di alta montagna. Marta torna alla sua vita normale,  con una nuova filosofia di vita. Pensa agli uomini come alla lussuosa auto di Edoardo: comoda ed elegante, ma non sufficientemente attrezzata per resistere alle sassate e per ripararti  dal freddo, in pieno inverno, in pieno gelo.

(Harielle)

Piaciuta? E tra poco inizierà "Me la Dai", altra raccolta di storie strampalate che descrivano emozioni come l’amore, la tenerezza, la gelosia. Io vi parteciperò ancora, e voi? Dai, iscrivetevi, vi assicuro che vi divertirete un sacco!!!!! 

http://me-la-dai.spaces.live.com/

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2 thoughts on “Marta

  1. tu sarai certo perfetta per scrivere d’amore e passione !!!…a me resta la morte….come al solito!!:-DD..BRAVA ANGELO PIUMATO un bellissimo scavo di personaggi..

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  2. Bello anche questo …anche se preferisco Morgana …. ;-)Mi iscrivero’ anche io … appena possibile … un bacio e grazie x il consiglio … il libromi è passato x le mani in biblioteca ma nn l’ho mai letto ..credo che ora lo faro’…un abbraccio grande angelo ..dolce domenica ..elisa

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