Di nuovo, se questo è un uomo

 

rosarno

Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio

Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta, 
Una domanda d’asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni


Rosarno - casa di immigrati Pictures, Images and Photos

E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d’amianto,
O senza tetto, 
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo, 
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!”, 
Certo che ha sbagliato

 

L’Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano,
Per l’elemosina di un’attenuante
Scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani, 
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza


E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all’ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
Alla sua terra –“A quel paese!” 


 

Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza 
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là, 
Nè bontà, roba da Caritas, nè
Brutalità, roba da affari interni, 
Tiepidi, come una berretta da notte


 

E distogliete gli occhi da questa 
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
Che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati 
Non torcano il viso da voi.

Adriano Sofri

(grazie ad Angela per la segnalazione di questa struggente poesia)

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8 thoughts on “Di nuovo, se questo è un uomo

  1. La poesia è bellissima, non discuto e non lo nego, quello che mi lascia un pochino sconcertata è il suo autore, ho un’età che mi fa ricordare molto bene chi sia Adriano Sofri, non so se può permettersi di criticare questo Stato, lo stato e la gente che vi fa parte.Non è migliore degli altri che critica secondo me, o perlomeno non credo a cambiamenti così radicali in persone come lui.Scusami Harielle, ma la penso così, forse sbaglio ma la penso così, fermo rstando che la poesia è bella, ma viene da dire: senti da quale pulpito viene la predica!!

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  2. Mamma… che parole!Non solo ho i brividi… ma rifletto velocemente… molto velocemente cara.Non solo parole… un’anima mondiale di soccorso…. un’intensità di trasmissione di un miglior pensiero… un’infinito di globalizzazione totale che serve di corsa.M’incanto… sulle parole… ma soprattutto su te che le hai pubblicate… e trovo che tutto sia immensamente bello!Un bacio dolce Harielle… un bacio dal cuore

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  3. Sofri …. in galrea per qualcosa che non credo abbia commesso …dopo processi farsa e un pentito che puzza come l’infamia del tradimento codardo ….Sofri che ha la dignita di non volere una grazia … Sofri ne sa qualcosa di ingiustizia ….Lo leggevo ai tempi di LCtalora arrogante, scostante, spesso scomodo ….e meno male che di quei tempo almeno lui non si è venduto …..bacio …elisa

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  4. certi olocausti non hanno mai finequesto, poi, che si svolge quotidianamente sotto gli occhi di tutti…che dolorosa tristezza!un abbraccioMaria rosaria

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