La mia classe a colori

 

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All’inizio dell’anno scolastico accettai  malvolentieri la proposta della mia preside di affidarmi una prima superiore. Insegno da molti anni quasi esclusivamente nel triennio finale e sono abituata a trattare con gli adolescenti dai 16 ai 19-20, massimo 21 anni, in caso di reiterate non promozioni, e  che svolgono con me 5-6 ore a settimana, mentre mi sembrava così strano avere a che fare con ragazzini di 14-15 anni, per un impegno settimanale di appena 2 ore, poi!

 
Ma quando misi piede per la prima volta nell’aula assegnata a questa prima L, mi trovai un gruppo di  20 quattordicenni educati e gioiosi. Tra loro ben 8 sono di origine straniera,  ma nessuno in classe sembra accorgersene, o quasi, perchè quasi tutti i ragazzi, provenienti da cittadine diverse della valle dell’Aniene, hanno subito fatto amicizia tra loro senza pensare all’origine nazionale, ad eccezione di un trio di maschietti che si vanta di essere razzista e che si è autoemarginato.
 
Adrian, Dorina e Alexandra sono cittadini europei, romeni di nascita, figli di genitori operai o colf. Alexandra è la più brava della classe, una bella ragazza dai capelli lunghi e ricci che adora studiare. Dorina viene da una città della Romania diversa da quella di Alexandra ed è un po’ ritardataria, arriva sempre in classe qualche minuto dopo la campanella. Con loro viaggia Adrian, figlio unico di madre single, romeno anche lui, timido e sognante, all’inizio impaurito dalla scuola e dalla materia nuova, via via sempre più sicuro di sé.

Ivan è nato in Moldavia, parla un buon italiano con un accento diverso da quello dei suoi compagni italiani, e scrive senza errori. Gli piace parlare di politica internazionale,  e se iniziamo un argomento del genere, è capace di monopolizzare tutta l’ora a discutere e a porre domande. Skodje è invece kosovaro, un biondino dall’aria birbante, corteggiato da tutte le ragazzine: all’inizio dell’anno scolastico contestava e non voleva studiare, poi, col tempo, appena gli ho fatto capire che mi interessavano i suoi pareri sugli argomenti che trattavamo, si è trasformato in uno studente attento, ed ha trasformato gli iniziali voti da 4 in 7. 
 
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La più simpatica,  per tutti,  è Liliana, la rappresentante di classe che ha un nome italiano ed un cognome cinese: è nata in Italia  e trascorre le estati in Cina, ma del suo paese di origine non conosce la storia, nè le tradizioni. Quando abbiamo trattato i diritti dell’uomo ed io ho parlato della strage di piazza Tiananmen a Pechino, Liliana si è stupita che nessuno in famiglia le avesse mai raccontato niente in proposito…io non mi sono stupita, perchè tutte le dittature nascondono bene i loro misfatti alla propria opinione pubblica, in Cina come durante il fascismo o il franchismo, eccetera eccetera…

Salima invece ha il papà egiziano e la mamma italiana convertita all’Islam, al punto che si abbiglia solo con gli abiti tradizionali islamici, mentre lascia libera la figlia di vestirsi come crede. Salima è  italiana a tutti gli effetti, nonostante il cognome straniero. Il suo nome significa "Raggio di Sole" ed è stato scelto come augurio dai suoi genitori. E’ una ragazzina solare che ha in Giovanni  il suo amico e compagno di banco. Adora scarabocchiare in arabo, mentre prende appunti in italiano.

Ed infine c’è Eyal, un ragazzino nero proveniente dal Ghana e residente in un paesino poco distante da Tivoli, che in classe ha trovato amici e la fidanzatina, la biondissima autoctona Giulia. Per la coppietta, spesso un po’ distratta in classe, fa il tifo un po’ tutta la scuola,  specie quando i due ragazzini passeggiano per i corridoi durante l’intervallo, mano nella mano, seguiti da sguardi spesso teneri di insegnanti e bidelli.

Holding Hands Pictures, Images and Photos

I tre razzistelli sembrano Draco Malfoy e i suoi due amici, in realtà sono tre ragazzini  provenienti da una borgata della periferia romana, all’inizio un po’ bulli, che in seguito, compreso che "non c’era trippa per gatti", come si dice dalle nostre parti, si sono messi in un canto, sdegnando la compagnia dei troppo socievoli compagni di classe e ribadendo il loro rifiuto per gli stranieri che vengono qui a rubare posti di lavoro. Ultimamente, però, li ho visti sciogliersi un po’ e perfino chiacchierare di derby calcistici con Skodje e dividere il panino con Liliana…chissà…

Peccato che classi così, dal prossimo anno, non ce ne saranno più, poichè il ministro della Pubblica Istruzione ha posto un limite del 30%  "per favorire l’integrazione degli stranieri", recita il decreto. Che significa questa espressione? Che lo straniero deve assimilarsi in tutto alla cultura del paese accogliente senza portare il contributo del suo vissuto e del suo sentire? Invece, durante le mie ore di diritto, capita spesso di confrontare le reciproche esperienze di culture diverse, di discutere e parlare di religioni e di preferenze, senza mai però che nessuno opponga agli altri un "modello predominante". Lo facciamo così, in modo naturale: piccoli studenti 14enni ed una insegnante che sono davvero curiosi di conoscere l’ "altro" e di imparare qualcosa di nuovo.

Siamo proprio così strani a credere in un mondo a colori?  O è strano chi pensa che esista veramente una identità nazionale fissa e immutabile da preservare contro i "barbari"? La domanda per me è retorica  :))))))

the world is colorful Pictures, Images and Photos
 
(i nomi dei ragazzi sono stati cambiati, è ovvio, ma la storia è vera, per fortuna 🙂
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19 thoughts on “La mia classe a colori

  1. No cara… io ci credo fermamente… e più lo vedo colorato più mi piace! Eì bellissimo interagire in culture che hanno usi e costumi differenti… bellissimo donarsi un cuore che gira per il pianeta…. stupefacente scoprire di comprendersi bene e soffrire e ridere per le medesime cose!Tutto il nostro amore è una esplosione di colori!Superlativo post… delicato e saggio… umanitario e con un cuore immenso!Un bacione Harielle caraCarmen

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  2. non è che siamo strani noi è la società che invece di vederli nota solo il bianco e nero…perchè vedi Harielle benchè se ne dica il progresso porta al regresso ed è un gran rammarico ammetterlo,specialmente chi come te è a contatto con ragazzi che vogliono solo imparare a sorridere,e studiare coscienziosamente.Buon Pomeriggio un abbraccio multicolore da.. Massimo

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  3. ……credo nell’evoluzione ;)quindi cerco di vedere oltre quello che sembra…….ci saranno sempre gli ottusi……ma i giovani nella maggior parte sono così…..la nuova società……SARà così……ho tre figli ventenni….li vedo…..vedo i loro amici……forse io non riuscirò a vedere quello che sono in grado di fare…..ma loro….lo faranno……non ho mai avuto dubbi…..non si torna indietro mai…..a dispetto di quello che può sembrare l’uomo è c……..ne…….ma non fino a quel punto ;))i tuoi post sono….un’arcobaleno di luce,ti abbraccio angeloemma

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  4. Che bella storia!Posso venire in classe con te?Mi piacerebbe sedermi in un angolo e guardare tutto.Che c’è di più bello dei colori?Di più interessante delle differenze?Di più intrigante della curiosità per l’altro?C’è l’ignoranza "indotta" dei tre teppistelli, figli di una cultura che non c’è, di un’aria malata che respirano in famiglia o nel gruppetto di amici.Ma se il fuoco non viene alimentato si auto estingue…e questa è la mia intramontabile speranza.baci.Kali

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  5. Il mondo è bello, stare insieme e condividere è meraviglioso. E bisogna crederci! I colori, come le diversità in genere, possono contraddistinguere, ma non devono assolutamente allontanarci dai nostri miglioti sentimenti e propositi. Buona serata, con amicizia!

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  6. ciao, anche io vedo un mondo più colorato, sono sempre convintoche le varie differenze di cultura, arricchiscono sempre.Ti auguro una buona serata, con amicizia, Vito

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  7. Strani??Io credo in un mondo pieno di colori!Di "ogni" colore…Coinvolge molto ciò che hai scritto Harielle…W i colori!Un bacio,Marty

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  8. E’ una storia vera e gioiosa, mentre leggevo le tue descrizioni immaginavo i volti di questi ragazzi e mi si allargava il cuore, perchè queste testimonianza fanno bene all’anima e, perchè avverto nelle tue parole una grandissima passione per tutto quello che fai.Mi piacerebbe che questa tua testimonianza passasse sotto gli occhi della MaryStar giusto per farle capire che sta compiendo un’enorme ca**ata con il suo Decreto limitante e idiota.Ma si sa che alla fine non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…. -_-Un abbraccio coloratissimo!

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  9. UNITED COLORS OF… HARIELLE !!!Bellissime le experienze multi-razziali, xkè arrikkiscono sempre la nostra cutura e l’importante è non farsi "impoverire" dai soliti razzisti, ke vengono sempre spinti dall’ignoranza ed in questo caso, da quella della famiglia e delle borgate ovviamente !Incomprensibile invece quella del Ministero dell’Istruzione… boh ?!

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  10. Con la tua guida diventeranno tutti sicuramente degli ottimi studenti compreso i tre che stanno in disparte i colori sono bellissimi trasmettono allegria e ti daranno tante soddisfazioni e ti manteranno giovane sempre ciao harielle buona serata

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  11. cara harielle, questo post spediscilo al ministro Maria Stella Gelmini, magari un pò di formazione professionale non le farebbe male. magari anche a qualche leghista.

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  12. Molto bello ed umanitario il tuo post dolce Harielle, i colori sono bellissimi , uno vicino alla’ltro,la cosa fondamentale per me sta sempre nel rispetto del colore altrui, mai coprire con il nostro colore..la libertà di un altro….un abbraccio!!

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  13. Ciao Harielle,molto bello anche un pò commovente questo tuo spaccato di vita di insegnante e di mondo adolescenziale:i ragazzi sono ragazzi a qualunque latitudine e le diversità esistono solo laddove vi si"impone" sopra il focus e l’accento. L’integrazione passa solo attraverso il reciproco rispetto,la conservazione e la valorizzazione di quanto di buono ogni cultura conserva nelle sue tradizioni,le dittature,anche quelle modernamente mediatico-globalizzanti tendono ad appiattire,scolorire e a non dare risalto al colore della diversità,creando un mondo grigio.Non è con le percentuali misurate col bilancino che si favorisce la comunicazione e l’accoglienza,ma questa è l’Italia che la maggioran za degli italiani sembra desiderare.Alla minoranza il compito di portare avanti nella vita,nel lavoro,ovunque e sempre con l’esempio e la coerenza la voglia,ildesiderio,la speranza di un mondo diverso davvero a colori,perchè davanti a Dio possano esserci nè vincitori nè vinti ma solo fratelli riconciliati.Buona serata e buon fine settimana a te e ai tuoi giovani coloratissimi allievi,in quanto alla pioggia di aprile, consolati anche Genova è nascosta sotto le nubi che stillano una sottile,insistente,uggiosa pioggerellina.Antonio.

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  14. Ogni volta ho sempre avuto la sensazione che il ministero della scuola sia e sia stato sempre il più martoriato….chi entra cambia, gira, rigira, innova, indietreggia ecc…bè credo che per capire cos’è la scuola bisogna viverla, solo vivendo è possibile toccare i meravigliosi arcobaleni dei ragazzi, fonte per tutti noi di una nuova libertà d’essere….voglio pensare leggero stasera, poi questo post pupula così di vita che non ho voglia di incanalarmi in pensieri politici, ma solo godermi questo tuo colorato racconto VERO!!Un abbraccio immenso

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  15. Questo tuo post è pane per l’affamato e acqua per l’assetato! Questa dovrebbe essere la scuola, maestra di vita e non solo dispensatrice di nozioni che hanno, oltretutto, un solo punto di vista…Grazie Harielle!

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