Nel fondo di un pozzo: la depressione

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Kaylene era allegra e spensierata, credeva nell’amore e nella realizzazione dei desideri. Incauta, novella Narciso,  un giorno si sporse a rimirare la luna in un pozzo e vi cadde dentro.

Da allora, osserva il mondo dal cerchio della depressione. E’ un pozzo non troppo umido e neppure troppo fetido, abbastanza confortevole, anche se odora sempre di prigione in cui l’anima viene rinchiusa. C’è persino una finestrella che permette di spiare gli altri e di osservare l’andamento del mondo.  Ogni tanto, nel pozzo entra una piuma, una farfalla: Kaylene le segue leggera, prima che il buio ritorni ad avvolgerla… Ora che si trova nel pozzo, Kaylene ricorda un libro che ho letto anche io  due anni fa e che terminai nel giro di tre giorni, pur essendo un volume piuttosto corposo. Me ne ha letto qualche passo.

 

Il libro si chiama "L’uccello che girava le viti del mondo" ed  stato scritto da Murakami Haruki.

C’è un personaggio che ama calarsi nel pozzo per riflettere, isolarsi dal mondo per giorni senza che nessuno noti la sua assenza. Ecco cosa scrive:

 

Non si tratta di dire cosa sia meglio. Non è qualcosa che si possa dire cosa è meglio e cosa è peggio.
Non bisogna opporsi alla corrente, se si deve andare in alto si va in alto, se si deve andare in basso si va in basso. Quando si deve andare in alto, è bene cercare la torre più alta e arrampicarsi fino in cima.
Quando si deve andare in basso, è bene cercare il pozzo più profondo e calarsi nel fondo.
Quando non c’è corrente, è bene restare fermi.
Se ci si oppone alla corrente, tutto inaridisce.
E se tutto inaridisce, questo mondo diventa buio.
“Io sono lui, lui è me, e tutto ricomincia”. Rinunciando a me stesso, io esisto.


Kaylene si immerge in queste parole, nel buio del pozzo. Ed io la osservo, con pena e impotenza.

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24 thoughts on “Nel fondo di un pozzo: la depressione

  1. Segnata il libro perla mia prossima scorribanda in biblioteca ….grazie x le tue parole angelo ….stasera sn davvero in ql pozzo …….ma risalirò …ti abbracccio ….elisa

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  2. Ciao Harielle!Come Elisa ho segnato anch’io questo libro…per quanto mi riguarda,in quel pozzo ci sono rimasta per almeno 3anni e non sono pienamente certa di esserne uscita!Quando devo riflettere piace anche a me isolarmi e non confidarmi se non con me stessa,perchè penso che se prima non comprendo la mia prospettiva,non posso rendermi conto se quella delle persone a cui poi chiedo consiglio sia più valida!Un abbraccio e una felice domenica!Besitos

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  3. sapessi quanti pozzi si dovrebbero risalire solo per capire…anche da dove viene quel sorriso che all’apparenza sembra vago sembra non dir nulla di nuovo ma…leggendo bene ne carpisci l’utilità.Buon caldo di un luglio direi asfissiante 🙂

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  4. Scenderai in quel pozzo… Ritroverai te stessa, più bella e forte che mai… Risalirai presto per sbattere di nuovo le tue ali verso il sole…Ti voglio bene Zietta…*CuCCiOLiNA*

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  5. "Solo scendendo in fondo al pozzo si può ritrovare se stessi."Dici?Ma se quel pozzo un fondo non ce l’ha?P.S.Sono sicura che Tu non la stai semplicemente osservando impotente…Ti sembra di fare poco, ma la sensibilità e l’affetto che dimostri con questo post…sono certa che farà molto bene a Kaylene, così come fa bene a chi passa da qui.Un bacio.Kali

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  6. P.S.E se in quel pozzo ti ci senti Tu…allora stringiti un po’ che non sei sola. Adesso facciamo due chiacchiere e poi monti sulle mie spalle e cerchiamo di arrampicarci…

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  7. ciao harielle come stai? e i tuoi studenti sono stati tutti promossi? Il tempo vola e loro spiccano il volo verso il futuro non pensano a come sarà sanno solo che vogliono viverlo al meglio cerchiamo come possiamo di viverlo anche noi e al loro fianco ci daranno l’energia che abbiamo bisogno ciao

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  8. Ciao Harielle,la depressione è stata definita "IL mare oscuro",c’è anche un romanzo mi pare di Bertoche parla di questa malattia che è uno stato mentale di cui è il malato stesso il responsabile,anche se ci sono eventi,così detti scatenanti,che possono favorirne la comparsa.Una ricerca recente ha rilevato che nel 2020,se non ricordo male,la depressione saràla seconda causa di morte al mondo.

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  9. Le frasi che hai riportato,pur se da un certo punto di vista possono colpire e magari anche affascinare,nonmi trovano per nulla concorde.Innanzi tutto è sempre importante stabilire cos aè bene e cosa è male per noi e quindi anche cosa sia meglio e cosa sia peggio,la vita ci chiama continuamente a scegliere,perciò dobbiamocapire cosa sia meglio o peggio..

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  10. Seguire la corrente è la cosa più banale e frustrante alla lunga per un essere umano chevoglia vivere:ognuno di noi è un esere unico ed irripetibile perciò la vita ci chiama ad essere noi stesi a professare la nostra originalità.

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  11. Chi è depresso praticamente rinuncia a vivere,perchè vivere vuol dire avere piena coscienza di sècomunicare con sè stessi e con glia ltri nel miglior modo possibile,significa ascoltare ,osservare, sèstessi e gli altri intorno a noi e percepire,senza mai emettere giudizi.

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  12. Non è rinunciado a sè stesso che un essere umano vive ma è cercando di realizzarsi che trova la vera vita,amandosi ed amando,lavorando,studiando,faticando,ponendosi degliobiettivi, cercando di ottenere dei risultati sul lavoro,nella vita privata nell’amore e negliaffetti amicizia compresa.

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  13. Ognuno di noi deve imparare a libwerarsi delle proprie "credenze" frutto degli imprintingspesso errati che fin dall’infanzia ci hanno privato della spontaneità,della fiducia,della gioiadi vivere che solo i bimbi hanno.

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  14. Questo mondo che anche noi,colpevolmente,abbiamo contribuito a costruire,va cambiatoe ci sono gli strumenti,le persone che possono aiutarci a modificarlo in "meglio" e sottolineo il"meglio",assumendo un atteggiamento mentale positivo.

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  15. Ogni nostro piccolo contributo positivo può forse fare in modo che la fosca previsionesulla crescita dell’incidenza della depressione possa essere modificata in positivo cioè in "meglio"e riosottolineo il "meglio".

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  16. Non è chiudendosi in sè stessi non è scendendo dentro il pozzo della noia del’inediadell’ignavia che possiamo rinascere ma è salendo in alto col cuore,buttandolo oltre l’ostacolo per poter sorridere davvero alla vita nonostante le prove anche dure a volteapparentemente insuperabili che a molti pone.

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  17. Calabresi ha scritto recentemente in bellisimo libro "La fortuna non esiste",se non l’avete già fatto consiglio a te e ai tuoi amici di leggerlo è un vento nonun semplice sofio di speranza.

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  18. Grazie,Harielle,per la tua pazienza nell’aver letto questo mio sproloquio,approfitto della visita oltre che per salutarti e dirti che nonostante la pigrizia di cuimi accusi…….ho aggiornato il mio spazio con la quinta puntata di Come eravamo.

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