Mondo arabo in rivolta: un fiore per la libertà

Sono passati un po’ di giorni dal mio ultimo post. In effetti, seguendo le notizie provenienti da  Tunisia, Egitto e Libia,  volevo dedicare un post alle canzoni di libertà e alla letteratura del mondo arabo contemporaneo.

Non ne ho trovato però molti esempi in giornali, libri, riviste o web, e questo mi ha fatto riflettere. E’ emblematica la mancanza di attenzione da parte del nostro continente europeo,  pingue e sazio, nei confronti di una cultura araba che abbraccia tante nazioni e paesi che per anni si sono retti su una parvenza di democrazia. Io stessa, che sono stata in Tunisia tre volte negli ultimi sei anni, mi ero fatta un’idea meno drammatica della situazione reale del paese. Eppure c’erano tanti indizi, prima di tutto la voglia di scambiare opinioni e di conoscere degli studenti universitari, gentili e dagli occhi pieni di speranza, desiderosi di porre domande a un europeo e bravissimi a parlare  nella nostra lingua.

La Tunisia mi aveva colpito negativamente, invece,  per un’altra cosa: percorrendo le grandi autostrade in pullman, vedevo i grandi cartelloni pubblicitari del capo del Governo, Ben Ali, raffigurato in pose diverse: presidente salvatore della patria, presidente padre di tutti, presidente operaio…beh, avete capito…

Ecco il blog di Lina Ben Mhenni,una coraggiosa giornalista che racconta agli occidentali la lotta della libertà dei tunisini

http://atunisiangirl.blogspot.com/

La Libia è una terra che non ho mai conosciuto, ma di cui ho letto i canti della resistenza libica alla colonizzazione italiana, gli aulò, comuni anche all’Eritrea. Si trattava di canti politici e di comunicazioni di notizie relative alla vita o alla morte deglioppressi, recitati in tigrino, lingua locale, per sfuggire alla censura e alla repressione delle milizie italiane. Questo aulò è simile alla Cavallina Storna di Pascoli:


 

Oh Sembeli,  Sembeli terra dei muli e dei cavalli
terra di grani e di cereali,
non sei un nastro di pelle che si lega,
nè il denaro che si conta:
paesani miei, non pagate denaro,
Ukbai è morto , pur versandoli,
finchè passa il tempo amaro.

Oh mula bianca,
chiama, parla,
del padrone che non torna…

L’Egitto si è rivoltato contro un governo paternalistico e antidemocratico adottando le parole del più famoso poeta arabo contemporaneo, il tunisino Aboul Qacem Echebbi,  liberamente tradotto dall’inglese :

Oppressivi tiranni, amanti delle tenebre, nemici della vita, avete ridicolizzato la dimensione dei deboli. Il palmo della  vostra mano è intriso di sangue.
Avete deformato la magia dell’esistenza, e piantato i semi del dolore nei campi.
Aspettate genti, non fatevi ingannare dalla primavera, dalla limpidezza del cielo o dalla luce dell’alba, perchè è all’orizzonte  che si trova l’orrore delle tenebre, il  rombo di tuono, il soffio dei venti.
Attenzione,tiranni,  perchè sotto la cenere c’è il fuoco, e colui che coltiva spine miete  le ferite. Guardate, perché ho raccolto le teste degli uomini e i fiori della speranza, e ho innaffiato il cuore della terra con il sangue, l”ho bagnato di lacrime fino a quando non era ubriaco. Il fiume di sangue spazzerà voi, e la tempesta di fuoco vi divorerà

Non solo il mondo arabo è il fermento, ma anche l’Africa brucia. Notizie che nemmeno passano nei nostri tg riguardano la Costa d’Avorio, patria del mio amico Ekiss (vi ricordate di lui, della sua speranza di vivere?). Ieri mi ha mandato una mail che raccontava di spari, di persone bruciate, colpite con machete,  aggredite prima dalle milizie e poi dagli sciacalli, che rubano dalle persone morte, dalle case sventrate, dai superstiti alle stragi.

Come evolverà questa situazione, solo il tempo ce lo dirà. Speriamo che la scelta della democrazia semini frutti positivi. Che entrino aria nuova, idee nuove, che entri la libertà, come nei versi del più grande poeta arabo contemporaneo Adonis che terminano il mio post :

Apro la porta – entra aria che visita i dipinti appesi,
accarezza i muri. D’improvviso, sbadiglia,
va a spalle basse il nostro amore non era là.
I suoi fantasmi hanno portato via tutto ciò che ho dipinto
sul letto e sui cuscini,
sulla maniglia della porta sulla sua serratura e sono scomparsi.
Sto immaginando? ma tutto ci?ò è confermato da una nube –
una nube ora di passaggio – scomparsa. Non c’è aria
né chi dica a quei dipinti
come narrare le nostre leggende,
come scrivere la storia di queste nubi.

 

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15 thoughts on “Mondo arabo in rivolta: un fiore per la libertà

  1. Grazie mia cara, ho apprezzato tanto questo post che è veramente “un fiore per la libertà”. Mi sono sentita come un’alunna che ascolta ammirata un’insegnante che le apre la mente e il cuore. Grazie ancora.!!!

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  2. ho girato molto in quelle zone marocco tunisia egitto giordania volevo andare in siria ma…non so se gli interessi politici altrui lasceranno crescere una vera democrazia che non sia pilotata o peggio succube…troppi gli interessi economici e rilevanti le posizioni geografiche …vedremo…un abbraccio cara!!!

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  3. Che belli i brani che hai scelto, Harielle!!! Parlano di dolore e di ansia di vita!
    Per loro mi torna in mente Dante Alighieri “Libertà vo’ cercando ch’è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta”….
    Stanno dando la vita per la libertà……mi auguro con tutto il cuore che possano raggiungerla e con essa anche la pace!

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  4. Ma quanto mi piace questo. solo tu
    lo potevi fare angelo … c’e l’impronta netta
    del tuo cuore di cittadina del mondo attenta
    alle altre culture e soprattutto alle persone ,,,,
    Verto che ricordo il tuo amico ..e mi dispaice leggere
    del suo paese martoriato …
    ma penso che venti nuovi stiano spirando
    sempre piu’ forti contro i tiranni …
    e unisco il mio fiore per la libertaì al tuo …
    ti abbraccio..

    elisa

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  5. Un fiore per la libertà.
    Speriamo davvero che riescano ad averla….stanno pagando molto, in tutti i sensi.
    Non dovrebbe più esistere la tirannia, neanche nel più remoto posto del mondo……
    Bellissimo post.
    Buon mercoledì,
    Luciana

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  6. il tuo post è perfetto come sempre…solo le persone libere possono capire tutto questo e capire fino in fondo che possono massacrarci tutti ma alla fine la libertà trionfa..un abbraccio

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  7. La vera rivoluzione di queste settimane non consiste nella battaglia per il pane, ce ne sono state a centinaia nella storia. Non consiste nemmeno nella richiesta di libertà, uguaglianza, giustizia, sappiamo che anche questa non è una novità dalla rivoluzione francese, e borghese, in poi.
    La vera novità è che per la prima volta al mondo una rivoluzione, una ribellione, il risveglio di intere generazioni non avviene nel nome di un Dio.

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  8. Grazie.
    Libertà… sai a volte mi interrogo su cosa si vorrebbe che fosse la libertà. Oltre ad un alto proponimento intellettivo che rimane quasi sempre allo stato esclusivamente percettivo, difficilmente ritengo sia applicabile e apprezzabile da tutti o da tanti. Nella realtà storica che conosciamo, sia passata che presente, ho idea che non si tratti di una nobile meta a cui si aspiri, ma soltanto l’ennesimo gioco di potere di coloro che operano dietro le quinte per eliminare un elemento improvvisamente scomodo.

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  9. Sarà la terza volta che leggo questo tuo post e mi piace sempre più (ma solo ora riesco a scrivere un commento perchè tutte le volte ho dovuto chiudere il pc di fretta). Nelle tue parole c’è rispetto e delicatezza verso popoli di altre culture che soffrono da troppo tempo e c’è quella speranza che in moltissimi stiamo provando perchè la tirannia abbia davvero fine. E’ un momento difficile e delicato, ma forse è il momento giusto perchè c’è la piena consapevolezza della maggioranza delle popolazioni sull’importanza dei valori della libertà. Un fiore per essa!
    Gran bel post, Harielle
    Ciao 🙂

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  10. Io spero tutto il meglio per questi popoli… Ho conosciuto tunisini, marocchini e egiziani che mi hanno sempre impressionato per saggezza e intelligenza, e credo meritino una guida altrettanto saggia.
    Purtroppo, però, non posso fare a meno di aver paura: gli interessi in gioco sono tanti, come dice Ariel, e vanno ben oltre il desiderio di libertà, uguaglianza e democrazia. Quello che in queste ore sta succedendo in Libia lo dimostra…
    Speriamo bene!

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