Torna, caro ideale

Quanto bisogno abbiamo dell’ideale, del concetto astratto

di ciò che è buono e giusto?

Perchè l’essere umano ritorna  ricorrentemente al Mondo delle Idee platoniano

e al mito della caverna, specie quando la realtà non lo soddisfa?

Abbiamo davvero dentro di noi una impronta dell’archetipo, del modello originario

del Bello e del Buono e l’abbiamo persa?

E l’amore che inseguiamo da una vita,è forse anch’esso una proiezione di quella pura  bellezza intravista nel mondo delle Idee?

Quanti interrogativi si affacciano mentre ascolto questa versione rivisitata

da Mina di una romanza di Tosti.

Torna, caro ideale, torna.

Io ti seguii come iride di pace
Lungo le vie del cielo;
Io ti seguii come un’amica face
de la notte nel velo.

E ti sentii ne la luce, ne l’aria,
nel profumo dei fiori;
e fu piena la stanza solitaria di te,
dei tuoi splendori.

In te rapita, al suon de la tua voce
Lungamente sognai,
e de la terra ogni affanno, ogni croce
in quel sogno scordai.

Torna, caro ideal,

torna un istante

a sorridermi ancora,
e a me risplenderà nel tuo sembiante
una novella aurora.
una novella aurora.

Torna, caro ideal, torna, torna!

ROMANZA DI F. TOSTI

quadro attribuito a Piero della Francesca, La città ideale,  dipinto tra 1480 e il 1490

e conservato nella Galleria Nazionale di Urbino

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9 thoughts on “Torna, caro ideale

  1. è un tema che si affaccia costantemente nella mente di tutti, soprattutto quando, come adesso, la bruttura, la disonestà, l’egosimo radicato si delineano nella nostra quotidianetà senza tregua e determinano il nostro malessere materiale e spirituale.

    il quadro di Piero della francesca ha qualcosa di grandioso e sublime…

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  2. il progresso e il benessere hanno allontanato i sogni e gli ideali facendo spazio all’egoismo e all’ingordigia penso però che le future generazioni quelle povere ritorneranno a sognare e a lottare per quel valore dimenticato De Andrè diceva nella sua canzone dal diamante non nasce niente dal letame nascono i fiori Ciao dolce donna e viva l’amore

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  3. nel leggerti mi sono resa conto che non sono gli ideali che ci difettano – almeno per quello che mi riguarda – ma è la ” applicabilità ” degli stessi ad essere difficile in un mondo fatto ad immagine del più concreto pragmatismo. brutta faccenda quella di vivere un tempo arido, senza una possibile riabilitazione collettiva! il quadro l’ho visto dal vivo, bellissimo!

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