Esami: istruzioni per l’uso

I miei studenti sono sotto esame ed io, come ormai  accade da vari anni, sono ancora una volta membro interno, trepidando per loro e la loro esperienza della “linea d’ombra”.

“Loro” sono un gruppo di 17 allegri zuzzurelloni. Per la verità erano 18, non è stato ammesso il più allegro e simpatico dei buontemponi, dedito principalmente a nascondere gli zainetti ai compagni nei cambi tra una lezione e l’altra e a corteggiare tutto l’anno una compagna bella ma, purtroppo per lui, molto allumeuse e sicuramente indecisa sulla risposta da dargli 😀

Già da un mese, superata ormai la fase delle lezioni e dello scrutinio,  ho detto loro di non considerarmi più la loro prof, ma il loro coach. Si, perchè affrontare la maturità non è solo questione di preparazione, che naturalmente deve esserci, ma anche di grinta e di disposizione verso gli altri. L’atteggiamento conta moltissimo.

E così vi riassumo le mie piccole istruzioni per l’uso ai maturandi.

  1. Prima di tutto, la salute. Agli scritti, munirsi di merenda e di molta acqua. Dovrai stare molto tempo impegnato e non sempre i presidenti di commissione autorizzano cibi e bevande provenienti dall’esterno
  2. Non fare troppe domande ai membri esterni, e, soprattutto, non confidarti con loro. Non sono nemici, ma qualunque rivelazione da parte degli studenti viene da loro acquisita per valutare la classe. (E’ una cosa molto difficile da comprendere per i miei socievoli alunni, che ad ogni occasione vogliono riversare tutte le loro ambasce sul primo malcapitato commissario. Anni fa, addirittura, ad un colloquio assistei impotente ad un momento degno di una psicoterapia, dove tal Gianluca confidò al docente esterno di informatica che a lui dello studio importava ben poco, che durante l’anno, si, i suoi insegnanti avevano cercato di spronarlo, ma a lui, della scuola “non gliè ‘mportava gnente”. Gianluca ebbe 62 come voto finale e quando osò lagnarsi dello scarso risultato rispetto ai suoi voti, che non erano troppo male, gli ricordammo che in seguito a quel colloquio fu proprio l’amico prof di informatica a fargli abbassare il voto)
  3. Alla prima e alla seconda prova, cerca di non farti notare negativamente dalla commissione.  Meglio evitare di alzarsi o di commentare rumorosamente. I docenti esterni cercano di farsi un’idea delle classi che dovranno esaminare, e spesso si “fissano” anche su piccoli, apparentemente insignificanti, particolari. Spesso, in quelle occasioni, scambiano i più bravi della classe, tartassati dai loro compagni in cerca di suggerimenti, per quelli in grave difficoltà. Per fortuna, nel 90% dei casi dimenticano subito dopo. Tuttavia, una impressione negativa resta.
  4. La terza prova è considerata la più difficile a detta di tutti gli studenti. Qui, oltre che la necessaria preparazione per affrontarla, occorrono anche calma e lucidità. Spesso e volentieri si sbagliano le risposte perchè si antepone la propria ansia alla razionalità. Le domande a risposta multipla – i miei alunni le chiamano ” quelle con le crocette” vanno lette con attenzione, evitando subito il distrattore troppo ovvio e cercando la risposta completa. Per esempio, se la domanda fosse:

   Giacomo Matteotti era:

  • un ministro del Partito Popolare
  • un deputato socialista
  • il segretario del PSU
  • un anarchico

voi direste che la risposta è facile – e lo è – non sempre sono così semplici le domande formulate – eppure il candidato spesso e volentieri sceglie la 4, la più sbagliata!

5. Arrivati al colloquio, occorre dimostrare di essere preparati e, se possibile, competenti nelle diverse materie.

L’apparenza conta, soprattutto perchè, come detto prima, gli esaminatori esterni non conoscono lo studente. Perciò, bisogna presentarsi con aspetto ordinato.

Per i maschi va bene portare capelli lunghi, treccine rasta,tatuaggi, piercing e orecchini di vario genere ( ormai anche il prof più anziano è un 60enne vissuto all’epoca dei figli dei fiori  che non può che ricordare con nostalgia quel periodo) ma conta tanto presentarsi in ordine. Evitare assolutamente però i pantaloncini corti  alla coscia stile Miami Beach o le camicie aperte sul petto!!!

Per le ragazze va bene presentarsi al colloquio con treccine rasta, capelli colorati delle tonalità più assurde, persino il verde si è visto ultimamente. Meglio evitare però le scollature eccessive e le minigonne inguinali, sempre per una questione di buon gusto.

E’ bello apparire alternativi, però bisogna dare l’idea di essere ragazzi con una testa pensante e non veline scosciate nè tronisti di trasmissioni di dubbio gusto: almeno a scuola facciamo trionfare la cultura.

6. Una volta iniziato il  colloquio orale, sorridere, rispondere alle domande dando l’impressione di conoscere gli argomenti più di quel che si sta dicendo (sembra una sfumatura, ma conta molto!), non obiettare MAI con “Sul libro non c’era” o ” Il prof non ce l’ha fatto fare”. Questo semmai è un compito dei membri interni come me, che hanno il dovere di far osservare ai commissari interni nelle loro domande la conformità con i programmi svolti dai docenti della classe. Ricordare la chiosa al punto 2 (evita le confidenze che possono ritorcersi contro di te) .

 E Se per caso le cose si mettessero molto male, accetta di buon grado o chiedi la domanda a piacere. Qualche anno fa, una Andreea si rifiutò con sdegno alla domanda in extremis, nonostante l’esame orale stesse andando maluccio, rispondendo: “Eh no, ora basta, mi state chiedendo troppe cose”! Infatti, non riuscimmo a salvarla…

7.  Al termine degli esami, è matematicamente certo che non sarai soddisfatto al 100 % del tuo voto, soprattutto se lo comparerai con quello dei compagni di classe o con le altre classi. E’ così, fa parte del gioco della vita, che a partire da questo momento,  non sarà più quel percorso protetto, quella palestra che era la tua scuola, ma un sentiero talvolta irto, talvolta spianato, che ti dedicherà in misura eguale gioie e frustrazioni.

Ecco perchè tutti ricordiamo ancora l’esame di maturità, rito di passaggio,  linea d’ombra che dobbiamo superare.

In bocca al lupo al mio nipotone di Novara, ai miei cari studenti,  al nipote di Maria Clara,  al figlio di Virginia Mizaar e a tutti i maturandi!

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14 thoughts on “Esami: istruzioni per l’uso

  1. Gli esami di maturità sono una emozione a me estranea, infatti, a parte una qualifica di radiotelegrafista di bordo, si può dire che mi sono fermato alla terza media…
    Buona domenica, con amicizia, Vito

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  2. Ma davvero ci si può portare da mangiare e da bere? E’ sempre stato così? Perché non me lo han detto per tempo? Degli esami le cose che ho più sofferto sono stati la fame e la sete, se rinasco terrò conto di tutti i tuoi consigli, ma del primo in particolare 😉

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  3. Che ricordi… Leggendo questo post, non so se prevale la voglia di tornare indietro nel tempo o il sollievo di aver superato quella fase. Comunque i tuoi alunni sono fortunati ad averti come “coach”. Se ripenso alle cariatidi ammuffite e inacidite che avevo io… Ok, prevale il sollievo.

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  4. Il mio esame di maturità è stato passato con tanta paura, essere il primo in ordine alfabetico comporta il posizionamento agli scritti di fronte alla commissione, agli orali si entra non sapendo e non avendo ricevuto le dovute “istruzioni per l’uso”, alla fine sono passato, breve pausa e via ad iniziare un’altra avventura; il bello della vita 🙂

    In questi giorni mi sembra di rivivere quei momenti con mio figlio alla maturità liceale, che dire se oltre allo studio ci vuole qualche dritta e un pizzico di fortuna, con il senno del poi, bisogna mantenere la calma….se si può.
    Ciao Harielle

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  5. bellissimo e utilissimo post!! l’avessi letto prima, lo avrei stampato al mio nipotO maturando … 🙂
    Ps: riguardo le minigonne del punto 5), ricordo che durante il mio esame di maturità, una ragazza dell’altra sezione che era venuta a vedere i nostri orali per farsi un’idea della commissione, decise bene di venire con degli short girosedere … il presidente della commissione si alzò e andò dritto da lei per dirle che se si fosse presentata così il giorno dell’esame, non l’avrebbe accettata in classe … 😯 … erano altri tempi, ma il buon gusto non ha età! 🙂

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  6. pure io l’avrei copiato ed incollato per il nipotONE! Ma sono ancora in tempo per l’orale! Prof sei un mito! Averli avuti tanti anni fa questi consigli! Grazie per gli “auguri” li allegherò alla copia di questo utilissimo post. Baci. Kali

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  7. Istruzioni di buon senso che spesso si dimenticano. Ricordo bene il mio esame di maturità, molti anni fa, ma è un ricordo piacevole e sereno. Poca ansia, il giusto timore di sbaglaire e in particolare vincere i primi impatti senza lasciarsi sopraffare da altri pensieri. Poi tutto fila liscio e il vuoto che si ha al primo istante sparisce e tutto assume la giusta realtà. E’ un esame, una prova e basta.
    Un caro abbraccio

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  8. Utili suggerimenti e a tutto tondo.
    L’emozione ci sarà e l’importante sarà contenerla entro limiti accettabili per far sì che non adombri le competenze che ogni alunno ha già acquisito.
    In bocca al lupo ai tuoi studenti e a tutti i giovani in prova d’esame.

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  9. Ciao harielle. Come va? La maturita’…era il mio sogno, quando terminai le medie (a pieni voti). pero’…”figlio mio, babbo non puo’ farti studiare, lo so che nei colloqui gli insegnanti mi hanno rimproverato..”come, non manda suo figlio a studiare? Peccato…”.
    (a mio padre dispiacque tantissimo, ma io capivo, ed accettai la cosa).

    Beh, pazienza, mi accontendo della terza media. Bellissimi i tuoi consigli per gli alunni “maturandi”, a cui va il mio “in ore lupi” (in bocca al lupo…ho fatto un po’ di latino alle medie… 🙂 ). Ciao, Harielle.

    Marghian

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  10. Ovviamente – e ahimé – non sono più interessato all’argomento da molto tempo 😦 Però mi sono divertito lo stesso a leggere i tuoi suggerimenti, e… devo dire che qualcosa può essere valido anche negli anni successivi, per eventuali colloqui o meeting ad esempio 🙂
    E poi… si sa, nella vita di esami ce ne sono un po’ sempre 😉

    http://www.wolfghost.com

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