Praga tra sogno e realtà

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Settembre, è tempo di transumanza, diceva il poeta

Per noi abitanti e lavoratori di città, è tempo in cui si migra dalle vacanze al luogo di lavoro, con un pensiero malinconico ai posti da poco visitati e lasciati con rimpianto.

Per me  ad agosto è stata la mia prima volta a Praga.

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La torre dell’orologio astronomico

 

Praga è una città in cui storia e leggenda sono destinate ad incrociarsi ad ogni angolo.

Esistono tanti aneddoti misteriosi che contribuiscono a renderla ancora più affascinante.

Capitale cinquecentesca   del regno asburgico e ritrovo di alchimisti, patria del rabbino Loewi e del mitico Golem eroe del ghetto, città natale di Franz Kafka e sormontata dal Castello, le cui mura furono immortalate dallo scrittore nell’omonimo romanzo, patria di defenestratori ma anche di eroi civili come Jan Palach e Jan Zajic, suicidi nel 1969 in piazza S. Venceslao per protesta contro la repressione della Primavera di Praga.

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Praga di notte, veduta del castello

Mi è piaciuta perchè si può girare a piedi e raggiungere ogni posto del centro in pochi minuti, mi hanno intrigato i suoi angoli, architettonicamente sempre diversi, le sue case da bambola. Il cimitero ebraico con le migliaia di lapidi ammassate une sulle altre costituisce un luogo di enorme suggestione, le sinagoghe sono un monito eterno contro l’intolleranza. Il Castello domina la città con la sua mole e l’imponenza della Chiesa di S. Vito, il ponte Carlo attraversa la Moldava con passo placido e raffinato, e sotto di esso si stende la piccola isola di Kampa, ritrovo di pub e birrerie. La torre delle polveri, il Rudoplhinum, l’orologio astronomico, persino il muro moderno dedicato a John Lennon.

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Il Cimitero ebraico di Praga

E’ stato bello potersi permettere, anche a causa di un cambio favorevolissimo nonostante i prezzi turistici, di assistere ad un concerto di musica classica  quasi ogni sera dei giorni della mia permanenza lì. Di assaggiare la cucina locale, frequentare le piccole pasticcerie eleganti e fragranti di spezie, bere la birra nazionale, leggerissima e sobria, conoscere i suoi abitanti, sempre pronti ad accorrere in soccorso e chiedere se potevano essere d’aiuto a quella turista un po’ affannata con le mappe. Questa notevole gentilezza degli abitanti – e vi assicuro, a noi italiani è sconosciuta e inusitata (nessuno di noi se vede che dei turisti sono quasi pronti ad attraversare sulle strisce rallenta 50 metri prima per agevolare l’intenzione, anche a semaforo pedonale rosso) è una cosa che mi colpì anche 3 anni fa a Bratislava e che, nonostante la divisione geopolitica, evidentemente è matrice comune dei fratelli della Repubblica Ceca.


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Pasticceria tipica

Si avverte una nota di fondo però sempre malinconica e triste, in questa capitale mitteleuropea, come se fosse perennemente intrisa in una sorta di languore, di ennui, di spleen. Saranno le nebbie che anche in estate avvolgono i ponti, la tristezza avita del ghetto ebraico, nonostante ora sia uno dei quartieri più eleganti della città, quel senso di precarietà e di arbitrio dell’ esistenza che nei suoi scritti Kafka ha trasmesso. Forse anche per questo Praga resta un luogo affascinante, che ti cattura, ma che non si fa incasellare in una categoria predefinita, lasciando permanere il senso del mistero e dell’ineffabilità. La matrice della vita, in fondo.

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la piazza dedicata a Franz Kafka e la sua abitazione

 

 

 

Un caro saluto dal vostro angelo della città, ancora col il cuore affacciato sulla Moldavia 😉

 

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Il ponte Carlo, perennemente in preda del vento

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9 thoughts on “Praga tra sogno e realtà

  1. Ho visitato la splendida Praga due volte e a distanza di molti anni. Avevo un ricordo struggente della città visitata prima della caduta del muro di Berlino. L’ho rivista lo scorso anno: una città profondamente cambiata, una metropoli pullulante di vita, in grande crescita e sempre incantevole . Ne sono stata felice.
    Un caro saluto e ancora felice ripresa lavorativa.
    marirò

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  2. Città magica ma, al tempo in cui l’ho visitata, metteva tristezza per i negozi spogli, per la gente che furtivamente ti si avvicinava e chiedeva di cambiare la moneta.
    Si respirava un’altra aria. Era il 1987. Ho fatto anch’io una foto sul ponte Carlo.
    Volevo incollartela ma non so come si fa.
    Quest’estate ti sei data ai viaggi ed hai fatto benissimo. Buon inizio anno scolastico.
    Sempre in gamba. Un abbraccio.

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  3. La visitai durante la luna di miele, fu una delle molte tappe europee del nostro viaggio, mi immalinconì moltissimo, ma si sa che sotto la pioggia non sempre si riesce a sorridere… iniziavo una nuova vita ed ero un po’ sottosopra e impaurita, eppure lì è stato concepito nostro figlio e ad oggi il nostro tredicenne ha espresso il desiderio di andarci, quindi l’anno prossimo la potrò rivedere, certamente con uno sguardo nuovo perché nel frattempo sono cambiata anch’io e forse riuscirò a cogliere meglio alcune sfumature, le stesse che tu hai mirabilmente descritto….
    Ciao, Tatiana

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  4. anni fa ero anche io a Praga… sarebbe giunto il momento a portare anche Gianni a praga… cara Harielle ti abbraccio come sempre con amicizia Rebecca ❤

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