Le rose che non colsi

24 Feb

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…Il mio sogno è nutrito d’abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono state…
Vedo la casa; ecco le rose
del bel giardino di vent’anni or sono!

Oltre le sbarre il tuo giardino intatto
fra gli eucalipti liguri si spazia…
Vieni! T’accoglierà l’anima sazia.
Fa’ che io riveda il tuo volto disfatto;
ti bacierò: rifiorirà nell’atto,
sulla tua bocca l’ultima tua grazia… 

Guido Gozzano

Ho sempre avuto una preferenza per i poeti crepuscolari, fin da quando ero una liceale, e Gozzano, con i suoi versi venati di malinconia e di rinuncia, mi ha sempre trasmesso uno struggente senso di tenerezza. Una vita, la sua, come quella del più giovane e ancor più sfortunato poeta crepuscolare Sergio Corazzini, segnata dalla malattia e dalla sensazione della inevitabile brevità del tempo. Morì di tisi a soli 32 anni, nel 1916.

I versi che ho riportato in apertura appartengono alla famosa  lirica “Cocotte”,in cui l’autore rievoca il ricordo fugace di un incontro estivo con la vicina di casa in villeggiatura, una bella donna dalla reputazione equivoca, definita dalla madre del poeta “una cocotte”. L’episodio del lieve e casto bacio tra il piccolo Guido e la “cattiva signorina” ispira il poeta diventato uomo, che, anche alludendo alla complicata relazione tra lui e Amalia Guglielminetti, evoca il sogno, l’attimo non carpito, l’occasione perduta e rimpianta, o mai colta nel suo divenire.

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I versi centrali : “non amo che le rose che non colsi” sono di una bellezza sublime. Ognuno di noi si è posto questo dubbio, quanto meno non appena raggiunta la maturità: il senso della tesi e dell’antitesi nello svolgersi degli eventi, la transitorietà della felicità e delle “sliding doors” del destino sono tutte nell’attimo che scorre e  che può cambiare la vita, al punto che il cambiamento fa anche tanta paura, tanto da ispirare a Gozzano questa affermazione: 

Io provo una soddisfazione speciale

                                                       quando rifiuto qualche bella felicità

                                                                   che m’offre il Destino.

E noi, che siamo cresciuti con questi versi  in mente e che ci siamo crogiolati al loro suono durante la prima giovinezza? Siamo poi diventati adulti, abbiamo colto le nostre rose, abbiamo effettuato le nostre scelte o le nostre rinunce, quasi sempre con consapevolezza e talvolta con dolore. Forse, se la vita gli avesse concesso più tempo,il giovane avvocato piemontese si sarebbe pacificato con i suoi demoni,avrebbe vissuto la sua storia d’amore, avrebbe scritto altre poesie.

Restano i suoi versi malinconici ed eleganti a descrivere “la menzogna dolce” della letteratura, la musa che ci ammalia e che ci fa sognare. Ancora, in quel breve interludio tra realtà e fantasia di cui avvertiamo un lieve aroma di rosa.

                                                                                    

dipinti di Gregory Frank Harris – Tra le rose  e di    Pierre-Auguste Renoir

 

 

 

 

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7 Risposte to “Le rose che non colsi”

  1. newwhitebear 24 febbraio 2017 a 9:46 PM #

    poeti un po’ lontani dal nostro sentire e in qualche modo trascurati o ritenuti minori. Eppure i poeti crepuscolari letti con attenzione meritano rispetto. Il tuo post trasmette le sensazioni di Gozzano.

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    • Harielle 24 febbraio 2017 a 10:45 PM #

      Si sarà capito che li adoro. Da anni sto mettendo da parte materiali per una biografia del romano Corazzini. Ora passo a leggere i nuovi capitoli del tuo romanzo…..:D

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  2. Rebecca Antolini 26 febbraio 2017 a 10:52 AM #

    Cara Harielle, la poesia e una arte di scrivere pensieri e sensazioni, una volta la poesie era di più di una arte, era una testimonianza dei altri tempi …

    Mi fa piacere di averti ritrovata.. naturalmente mi sottoscrivo subito da te 😉
    se ti va poi anche tu sottoscriverti nei miei due blog ecco il link del mio Blog Il Girasole https://antolinirebecca1964.wordpress.com/ e del mio nuovo Foto Blog https://antolinirebeccafoto1964.wordpress.com/ ..
    bussi Rebecca ♥

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  3. marilenainthekitchen 26 febbraio 2017 a 12:00 PM #

    Grazie per aver ricordato un uomo di tale elevatura poetica…. sempre protagonista ” la sofferenza fisica e dell’animo inquieto ” a generare simili riflessioni che la buona parte di noi “creature sensibili” provano e condividono appieno nel corso dell’esistenza ne di cui abbiamo
    Il dono. Amo la letteratura e rileggo a periodi ciò che una volta era solo programma di studio, ora è una necessità ; abbeverarsi da una fonte che si rigenera nel tempo💗e che restituisce la sua linfa a chi sa coglierla…. un abbraccio e ancora Grazie 🌻

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  4. wwayne 13 aprile 2017 a 10:28 PM #

    Ciao! Ma non lo aggiorni più il tuo blog?

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  5. fausta68 25 settembre 2017 a 4:11 PM #

    Acora una volta sono rimsta assente per un periodo, fortunatamente per scelta questa volta, e ti ritrovo con tanto piacere … anche io innamorata di Gozzano e dei crepuscolari!

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