Il trombone

11 Set

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Buon anno scolastico 2019/20!

Il professore che dai primi giorni di settembre si aggira in sala docenti è un fresco immesso in ruolo, sebbene abbia parecchi anni più di me, che scherzascherza, ho già festeggiato da un po’le nozze d’argento con la professione,  ma è pur vero che iniziai subito appena laureata. Per questo motivo l’avevo preso in simpatia, per i suoi capelli bianchi, per quella cadenza leggera sicula che “fa sangue” come direbbe il compianto Camilleri, uniti al fatto che il collega non ha classi, essendo un docente di “potenziamento”, in realtà destinato per la maggior parte del tempo scolastico a far da tappabuchi per non pagare nuovi supplenti in caso di assenza del personale (effetti della famigerata buona scuola di renziana invenzione).

Per questo ed altri motivi, per diversi mesi ho assistito con una sorta di interesse, diventato poi leggero fastidio,  al fatto che il collega tenesse banco in sala professori dissertando di tutto e su tutto, e soprattutto vantandosi di essere versatile in praticamente l’intero scibile umano.Laureato in filosofia,  esperto di fotografia cinematografica, ex attore, ex criminologo, ex esperto di linguaggi di comunicazione dei media, ex ricercatore…..un tuttologo.

Il fatto è che nel corso dei mesi ho capito che il collega nei suoi  60 anni e più ha cambiato molti lavori, praticando l’arte di arrangiarsi, e senza acquisire expertise particolari. Ama disquisire e dare giudizi molto generici e poco approfonditi,  misti ad etichette, a tutti ….così,non fidandomi dei “tromboni” per mia natura intrinseca, ho iniziato ad allontanarmi dalla cerchia di fans che si è creato, fatta di giovani esordienti docenti e di ochette stagionate (qui si apre un altro topic: perché noi donne spesso e volentieri ci prestiamo a far da grancassa alla vanità degli uomini fatui?). 

Ma la cosa che mi ha fatto sbottare qualche giorno fa è stata che, di guasconata in guasconata, il professore da qualche tempo invade gli spazi della scuola delle sue poesie. Poesie di modestissima fattura, del genere “cuore/sole/amore”, che l’ombroso siculo spaccia per perle rarissime di saggezza con l’intento di crearsi nuovi followers, e che si trovano  a sorpresa sui registri, sulle sedie, persino in biblioteca.

Se non se ne vantasse in modo sconsiderato come fa lui, non avrei detto niente, considerandola una trovata naive tra le tante. Ma quando ha iniziato gli approcci verso me,  tra le poche a non esser caduta nella sua rete ammaliatrice, e ha iniziato a vantarsi dell’appartenenza all’ esclusivo gruppo letterario (una casa editrice locale nota per pubblicare libri a pagamento senza guardare neppure ai contenuti che riunisce settimanalmente chi vuole pubblicare), ho espresso il mio pensiero sincero sul suo “circolo di Bloomsbury”, mentre ho taciuto signorilmente sulle poesie, senza esprimermi.

Gli ho detto che considero l’arte della poesia alla pari di un giardino zen: bisogna sfrondare le parole per giungere all’essenziale, alla comunicazione.  Nella poesia non vi devono essere elementi troppo grandi, pesanti o scuri, oppure devono essere controbilanciati da altri piu’ piccoli, leggeri, chiari. Yin e Yang.

Non sono stata aggressiva,ma decisa e mi ha colpito la reazione del collega,che non si aspettava di essere contraddetto. Stupito, si è allontanato verso prede più facili.

E si, ogni tanto anche i pavoni vanno ridimensionati se le ruote sono solo immaginarie.

 

pavo

6 Risposte a “Il trombone”

  1. newwhitebear 11 settembre 2019 a 6:06 PM #

    Ben tornata Harielle. Hai fatto benissimo a zittire il trombone che in pratica prende lo stipendio senza far nulla.

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    • Harielle 11 settembre 2019 a 9:17 PM #

      Ben ritrovato, caro Gian Paolo, spero di riuscire ad essere più costante nell’aggiornare il blog. Ora passo a leggere il tuo 🙂

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  2. lucetta 12 settembre 2019 a 5:28 PM #

    Brava!!!! Meriti un applauso. Rimani sempre te stessa. Ha trovato pane per i suoi denti.

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  3. ili6 15 settembre 2019 a 3:50 PM #

    Bentornata, Harielle! Buon nuovo anno scolastico:-)
    Ma dimmi, almeno il “musicale” collega tuttofare, nonchè poeta, è bbbono??? 😉

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    • Harielle 21 settembre 2019 a 8:59 PM #

      Ciao, MR, che piacere ritrovarti! Cercherò di scrivere più spesso nel blog, anche per il piacere della condivisione. Il collega bbono? Se pure lo fosse, è talmente concentrato su se stesso che non lo sembra 🙂 Buon anno scolastico anche a te, cara, e a presto!

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