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Buonanotte…

4 Feb

Buonanotte al lato dolce di ognuno di noi. A quello che ci fa commuovere ancora per le piccole cose, a quello che ci fa provare le emozioni più vere, che fanno accapponare la pelle. buonanotte a tutti i fiorellini che seppur induriti dal freddo rimangono fragili come solo la delicatezza di un fiore sa essere..

“buonanotte fra le stelle e la stanza,
per sognarti, devo averti vicino,
e vicino non è ancora abbastanza.

Ora un raggio di sole si è fermato
proprio sopra il mio biglietto scaduto.
Tra i tuoi fiocchi di neve, le tue foglie di tè.
Buonanotte, questa notte è per te.”

E che noi siamo il mare

15 Dic

Dopo aver bevuto mari interi

ci stupiamo assai che le nostre labbra

siano ancora secche come spiagge

e continuiamo a cercare il mare per inumidirvele

senza accorgerci che le nostre labbra sono spiagge

e che noi siamo il mare.

POESIA SUFI

Buona domenica a tutti voi 🙂

Un’estate invincibile

9 Dic

Per caso mi sono imbattuta  nella frase di Albert Camus che dà titolo al post, e mi sono sentita pervadere da una scossa.

Perchè esprime come mi sento in questo momento.

Nonostante piccoli e grandi dolori, nonostante le contrarietà.

E’ importante trovare in noi stessi la forza per stare a galla, questo l’ho capito dopo anni di mare in tempesta.

E ora mi godo la bonaccia dal ponte della nave.

Come dice Osho, con te e senza di te.

Un abbraccio a tutti voi, amici di blog, dal vostro Angelo.

 

Nella profondità dell’inverno,

ho imparato alla fine che dentro di me

c’è un’estate invincibile.

 

(Albert Camus)

Breve consuntivo di metà del 2012

25 Giu

Come sono pesanti i giorni, a nessun fuoco posso riscaldarmi,  diceva Garcia Lorca nell’esordio di una sua famosa poesia.

Mi sento così in questo periodo, e son trascorsi già sei mesi dal capodanno.

Mesi pesanti, duri. La morte della mia amica P. ha scavato solchi dentro la mia anima, a farmi domande, ad urlare risposte, ma mi ha portato anche a sondare ancor di più quel pozzo in cui da anni sto scendendo, trovandone finalmente l’inizio della sorgente.

Acqua pura:  spiritualità, un misto di meditazione, tradizione, concentrazione e un po’ di solitudine. Imparare a stare soli e a coltivare la propria anima senza attendersi niente, levigandola come una pietra preziosa che alla fine risplenda di luce propria.

Vita etica e non estetica, direbbe Kierkegaard, ma non noiosa. Mesi di vita interiore trascorsi alternando il pensiero interno alla mondanità dei circoli letterari, di un terzo premio vinto  di recente con una poesia, al piacere del proprio lavoro, alle gioie della mia piccola famiglia ricca di figlia e gattini, al rinnovato legame di amicizia con il marito e i familiari di P, in nome dell’amore che tutti abbiamo per lei.

Mesi di illusione e disillusione in nome dell’amore, comprendendo che l’amore è un sentimento potente e fortissimo e che certe volte bisogna tenerselo dentro perché capita che la persona che vuoi,  per ora non può ricambiare perché non ha forza d’amare. Ed intanto l’amore non passa, no, continua a vivere, come un albero che mette foglie, frutti, matura, cade, si rinnova e torna a sbocciare.

A nessun fuoco posso riscaldarmi, ma  sono come un diamante, brillo di luce mia.

Vi dedico questa poesia di Antonia Pozzi che mi ha incantato, e che vorrei aver scritto io stessa.

Un abbraccio  e a presto,

il vostro angelo della città

Harielle


Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s’accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia –

Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d’esili ombre – 
fino a una valle d’erboso silenzio,
al lago – 
ove tinnisce per un fiato d’aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l’acqua non profonda – 

Vorrei che la mia anima ti fosse 
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco – 
sulle oscure voragini
della terra.

ANTONIA POZZI

Il ponte, Claude Monet

Maggio

15 Mag

Nel ventre del fiore di loto

nascono mondi, universi muoiono.

 

Sparisce la memoria di promesse

racchiuse in un bocciolo di primavera,

restano chiusi i miei occhi grandi

rigati di sale, e il ricordo

di un tango lento suonato

nel solco della notte.

 

Nel ventre del fiore di loto

muoiono giorni, nascono tramonti.

 

HARIELLE

E’ quella tenerezza

21 Apr

Diamante

9 Apr

diamond

È notte inoltrata ed ho tra le mani

riflesso di diamante.

È prezioso. Armoniosamente bello.

La luce che emana possiede

qualcosa di particolare,

di misterioso, di affascinante.


E’ notte inoltrata ed ho nelle mani

riflesso di diamante.

E’grande, armonioso, pieno di grazia.

Brilla con bagliori lucenti

di iridescenze brillanti,

è forte, è paziente, è coraggioso.


E’ notte inoltrata ed ho nelle mani

il mio cuore,

brillante e perfetto come diamante

ardente come fuoco accende il tuo cuore malato

e lo  guarisce dal male di vivere…

 

Ibn Hamdis, poeta arabo vissuto tra l’XI e il XII secolo e successive strofe di Harielle

 

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Patrizia, altrove.

13 Feb

Dopo i fiori piantati
quelli raccolti
quelli regalati
quelli appassiti

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
non importa dove
Morgan, Altrove

E’ il post che non avrei mai voluto scrivere, quello che annuncia che la tua battaglia contro la devastante malattia che ti colpì un anno e mezzo fa, è andata persa.

Stamattina, quando ho ricevuto la chiamata, ho visto sul display del portatile il tuo numero e mi sono rallegrata per un attimo, “Patrizia sta meglio, mi vuole parlare” mi sono detta, anche se sapevo che da quando lunedì scorso eri tornata dall’ospedale non stavi bene, ma non era la prima volta che queste infauste previsioni si sbagliavano, la tua tenacia è sempre stata fortissima.

Stavi male, non riuscivi più a camminare se non con l’uso del bastone, eppure incedevi con la schiena eretta. E ti informavi sulla mia storia d’amore andata male, mi chiedevi se ci fossero state  novità, aggiungendo: “Che sciocco quell’uomo, a perdersi una come te…”

Ed ora che ti ho vista sdraiata su un letto con tua madre e tuo marito a tenerti il viso e le mani, sembri una bambola di cera dall’aria assente ma non più sofferente.  Elegante come sempre, composta come al solito, anche nella morte. Ho tante cose ancora da dirti, e credo te le dirò sempre, nel silenzio dell’anima, sento già da subito che sarai un altro angelo che mi accompagnerà nella vita. Un angelo dal carattere schietto che ti dice  senza perifrasi : “Stai facendo una st****ata, lascia perdere, amica mia” e che ti dimostra il suo affetto più con le azioni che con le parole.

Mi hai inserito, io sola con la mia bambina e senza parenti vicini a me, nella tua famiglia variegata e composita, facendomi sentire parte di essa. Alice sapeva che, quando io ero al lavoro, avesse dovuto perdere le chiavi, poteva rivolgersi a te. Venti anni di amicizia senza mai un litigio o un minimo dissenso. Piccole abitudini condivise, piccole celie, come quando in estate venne a trovarti mia sorella da Novara  tu ti vantavi che l’orzo fatto da te fosse molto migliore di quello che facevo io, per punzecchiare me, caffeinomane incallita.

Non avrei mai voluto ascoltare quella voce al telefono che mi diceva quanto temevamo da tempo. Dopo i fiori raccolti, i fiori piantati, hai deciso di andare altrove, come recita il brano di Morgan, il cantante che amavi tanto.

Addio, Patrizia, dolce amica mia, sei stata per me famiglia, rifugio, consolazione, casa.

Ti amerò per sempre, cuore mio…stammi vicina, come vicino a te ora, tra i tanti fiori, è un bouquet di rose bianche, il mio ultimo regalo.

Si, un momento

11 Feb

Sì, un momento
passi ancora
per il mio vago pensiero,
e ricordarti sarebbe tormento
se immaginare fosse disgrazia.

Sì, in quell’ora
in cui parlammo più guardando
che parlando,
derivò questa cronica esitazione
che ora ho nel ricordarti.

Apparisti
nella mia vita
come una cosa che era alla porta.
Sparisti.
Più tardi seppi del tuo eclissarti.
Tuttavia, tuttavia,
riuscisti
a prendermi un po’ il cuore.

È un cuore triste ora
e non
si intende con tutto
né ha modi
per farsi amare
o per immaginarlo.
Salvo quando
il tuo sguardo
ostinatamente dolce
mi faceva saltare
il cuore in petto.

Ove andavo io?
Già lo scordavo.
Sì, il mio cuore fu tuo
in quel giorno o in un altro…

Neanche vi fosse altra terra o cielo
qualcosa sarebbe accaduto.

Fernando Pessoa

Per M.

10 Gen

 

Tutti i fiumi portano all’oceano

E tutte le vie guidano a te, anima mia.

Sarò lo scrigno che raccoglie il pianto

Il vaso che ospita i sospiri

Lo specchio di trasparente vetro

Che riflette in silenzio

Il sussurro e il tormento.

 

Ma non temere,

Sarà Speranza a rischiarare i nuovi giorni

Che ci attendono in una verde terra

Di colori tersi e incolpevoli.

HARIELLE

Egon Schiele, L’Abbraccio

 

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