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La vita non è nelle nostre stanze

8 Feb

La vita non è nelle nostre stanze

Si costruisce intorno ai vuoti

Intorno alle stramature del sogno

 

Si impianta tra l’ombelico e il pube

In un tepore costante.

 

È uno svolgersi ricorrente

Che cambia senza cambiare.

  

 

Lì è la vita,

in un non_tempo_non spazio_non essere

Dove continuano ad esistere

Storie con finali diversi

Finti eventi reali,

uomini e utopie

fantasie e ricordi.

 

 

Un sogno lucido stratificato

Come un’era geologica

Senza buchi neri

Senza bisturi e ritocchi
 

   

Si può essere vecchi

O tornare bambini

O smagliarsi di gioventù perenne

O decomporsi in atomi

La vita non è nelle nostre stanze

Ma nei nostri desideri

Nelle gerle di incanti

 

Che ci raccontiamo.

poesia della mia amica  Margot Croce (Aleteia)

Anima

30 Gen

 

Il tempo passa e,  rileggendo una poesia scritta qualche anno fa con entusiasmo e trepidazione, scopro che i sentimenti sono mutati. Un po’ di stupore e di malinconia al segno che lo scorrere del tempo lava via tutto, compresa l’attesa di un amore, lontano e sperato…  Arriverà un’altra stagione ad illuminare i miei occhi di nuovo? Non lo so, ma continuo a crederci

Bigoo

 
Ti cercavo una volta

nei confini che toccano la sera

e che lambiscono la pianura con dita delicate.

 

 

Ti sentivo nei cortili del sud,

nella crescente ombra che va sfumando lentamente il suo disegno

mentre il giorno muore…

  

Cercavo il tuo nome nelle strade polverose

della mia sporca città distesa sul mare,

nei lidi azzurri della tua terra bruciata di sole.

 

 

Ora Tu sei in me, sei la mia vaga sorte,

sei le cose che estinguerà la morte…

I looked for you at the edge of the night

and at the borders which graze the hills.

I felt you in the Southern courts,

in the rising moon

that slowly dies while the sunsine is dying.

 

I looked for your name

in the dusty streets

of the dirty laid-on-the-sea town,

on the shores of your burnt-by-the-sun country.

 

Now You live in me,

you are my vague fate,

the things that only Death can put out…

 

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Harielle

Memorie in altalena

17 Mag
 

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Tarda primavera,, una festa al chiaro di luna, nell’aria odore di mare e di fiori. 

La fine degli anni ’70 e la certezza di vivere un momento unico ed irripetibile della storia,

anni terribili eppure formidabili,

adolescenti che di giorno seguivano il sogno di un mondo migliore,

che si occupavano di scuola, partecipazione, politica e cortei

ie di sera si ritrovavano spensierati alle feste.

 

Quella sera io ero in disparte, pensosa su un’altalena…era il mio sedicesimo compleanno…

 

 

(Come d’incanto lei si alza di notte ,

cammina in silenzio con gli occhi ancor chiusi

come seguisse un magico canto

e sull’ altalena ritorna a sognare )

 

 

Ricordo ancora i tuoi occhi azzurri ed i capelli neri e ricci.

Eri A.,  il ragazzo più intelligente del nostro gruppo,

il più bello, dal fascino intellettuale. Raramente ballavi alle feste,

ma quella sera mi invitasti sulle note di questa canzone

"Sembri una bimba anche tu, vestita così, sei così bella" mi sussurrasti sulle note di Gioco di Bimba delle Orme.

Sbocciò l’amore come i papaveri nei campi, una sera di primo giugno.

 

(La lunga vestaglia , il volto di latte ,

i raggi di luna sui folti capelli .

La statua di cera s’allunga tra i fiori ,

folletti gelosi la stanno a spiare)

 

Seth/Scot Pictures, Images and Photos

 

 

Così mi persi nel cielo dei tuoi occhi,  anzi,  ci perdemmo insieme per lunghi mesi di risate e di amore, 

poi ti persi ancora e soffrii perchè ci eravamo lasciati.

Altri cortei sfilarono per la città con noi a farne parte, vicini ma come estranei,

altri balli seguirono, ma tu non mi invitavi più,

mentre io, ancora innamorata,

speravo sempre che potessimo almeno ballare  un’ultima volta insieme la nostra canzone.

 

(Dondola , dondola il vento la spinge ,

cattura le stelle per i suoi desideri .

Un’ ombra furtiva si staccca dal muro :

nel gioco di bimba si perde una donna )

 

Ed una sera, dopo mesi, all’epilogo di un’altra festa, ecco di nuovo risuonare le note di "Gioco di bimba".

Ti guardo e tu mi ricambi, ti avvicini e mi chiedi di ballarla insieme.

Stai quasi per allacciarmi la vita con fare sicuro

quando dentro di me qualcosa si ribella.

 

Forse quel tuo modo di fare, così certo che avrei accettato,

forse l’orgoglio mio di chi non vuole compassione.

Una voce che lotta contro i miei istinti

e che tuttavia viene dal profondo di me risponde fermamente:"No, grazie".

 

Il tuo sguardo deluso, l’ultimo che ci siamo scambiati, il mio dubbio perenne che quel ballo potesse riunire le nostre vite di allora,

la mia tristezza che si scioglie in una nuova consapevolezza dell’ orgoglio di essere diventata, da bambina, donna.

 

(Un grido al mattino in mezzo alla strada ,

un uomo di pezza invoca il suo sarto

con voce smarrita per sempre ripete :

" io non volevo svegliarla così "

" io non volevo svegliarla così )

 

…epilogo: : Adoro ancora andare in altalena, la canzone "Gioco di Bimba" delle Orme resta ancora una delle mie preferite e… di recente ho ritrovato A. su Facebook, ma non so ancora se aggiungerlo ai miei amici…è solo un ricordo, ormai, dei miei 16 anni….ha ancora occhi belli come questi…Sorriso
 
Eyes Pictures, Images and Photos

  

 (foto prese dal web)

 

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